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Gianluca ucciso a Milano, il cerchio si stringe: "Ho riconosciuto uno della gang, prendete quei bast***"

mercoledì 27 maggio 2026
Gianluca ucciso a Milano, il cerchio si stringe: "Ho riconosciuto uno della gang, prendete quei bast***"

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Una fuga disperata, probabilmente a bordo di un treno diretto fuori Milano, dopo aver lasciato a terra un ragazzo di 22 anni agonizzante. È questa la pista principale su cui stanno lavorando gli inquirenti per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, ucciso nella notte tra lunedì e martedì all’interno dello scalo ferroviario di Milano Certosa.

La Squadra Mobile e la Polfer danno la caccia a un gruppo di nove persone. I filmati delle telecamere di sicurezza sono al centro delle indagini, poiché diversi aggressori avevano il volto parzialmente coperto.La vittima, ragazzo di seconda generazione ecuadoriana nato e cresciuto a Milano, era incensurato e senza legami con gang di strada. Secondo il medico legale, è stato fatale un singolo fendente che ha reciso l’arteria femorale, provocando una rapidissima emorragia.Il padre della vittima, accorso sul luogo dell’aggressione, ha fornito una testimonianza drammatica. Ha raccontato che sul posto era presente anche l’altro suo figlio, il quale gli ha descritto che il gruppo si era presentato "con bottiglie e coltelli".

L’uomo ha poi lanciato un’accusa molto grave: "Ho riconosciuto uno di loro perché ero qui prima che avvenisse tutto e loro erano già qui, poi sono andato a casa. L'ho riconosciuto dai tatuaggi, è un capo della MS13". Secondo il padre, l’omicidio sarebbe scaturito da una dimostrazione di forza per il controllo della stazione: "Questo è il loro territorio". Concludendo tra le lacrime, il genitore ha chiesto giustizia: "Vorrei che li prendessero quei bastardi. Sia fatta giustizia. La polizia deve trovarli, è morto mio figlio". L’inchiesta è coordinata dal procuratore Marcello Viola, dall’aggiunto Elio Ramondini e dal pm Bruna Albertini. Non si esclude la presenza di minorenni nel gruppo.