La fabbrica di armi Rwm a Domusnovas, in Sulcis, è diventata simbolo di una contraddizione politica perfetta: la giunta regionale sarda guidata dalla 5 Stelle Alessandra Todde, che aveva rallentato l’ampliamento dello stabilimento tedesco evocando dubbi etici e ambientali, oggi è schierata al Tar contro i pacifisti.
La partita si gioca davanti ai giudici amministrativi: Italia Nostra insieme al Comitato per la riconversione, Usb A Foras e Movimento Nonviolento, ha chiesto la sospensione del decreto con cui il governo Meloni ha nominato una commissaria straordinaria, Orsola Reillo. È stata lei a sbloccare una procedura impantanata tra ricorsi e valutazioni ambientali, concedendo l’autorizzazione al raddoppio degli impianti di RWM che producono bombe e droni nel Sulcis. Sull’ultima iniziativa di Italia Nostra, la Regione non si è limitata a restare neutrale: attraverso l’Avvocatura ha chiesto il rigetto del ricorso, sostenendo che non esistano basi giuridiche né un danno imminente da giustificare la sospensione. Per la Sardegna, il ricorso è infondato.
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Anche la sanità sarda è nel caos. Almeno secondo quanto denuncia il centrodestra all’opposizione, ch...Una posizione che ha sconcertato gli antimilitaristi, perché arriva dopo mesi in cui Alessandra Todde aveva provato a conferire alla questione Rwm un valore nazionale: “Quello che dobbiamo chiederci è se vogliamo vivere in un’economia di guerra”, aveva dichiarato lo scorso ottobre, spiegando il tentativo di rallentare l’autorizzazione ai nuovi reparti della multinazionale tedesca. La storia della Rwm è una ferita aperta in un territorio fragile secondo ogni parametro economico e sociale.
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Alessandra Todde resta pienamente legittimata nel suo ruolo di presidente della Regione Sardegna: la Corte d'Ap...Lo stabilimento era finito al centro delle inchieste sull’export di bombe verso Arabia Saudita ed Emirati. Nel 2021 il governo Conte sospese le licenze, ma nel frattempo la fabbrica ha continuato ad allargarsi, prima di ottenere le autorizzazioni amministrative. Arnaldo Scarpa, fondatore del Comitato per la riconversione di Rwm, dichiara: “Oggi notiamo uno scarto tra i valori politici annunciati da questa giunta e le sue scelte giuridiche. Per quanto ci riguarda, sono sempre valide le stesse ragioni ambientali, oltre che etiche, alla base della sentenza del Consiglio di Stato che ci aveva dato ragione, del commissariamento”.




