Altra intercettazione, altri dubbi. Ancora una volta un soliloquio di Andrea Sempio solleva nuovi e pesanti sospetti. Nell'ultimo, risalente al 21 marzo 2025, il 38enne parla con un'amica di alcuni oggetti presenti sulla scena del crimine: "Se adesso mi vieni a dire che vogliono analizzare il Fruttolo e l’Estathè… l’Estathè o una tazzina… quelli son sicuro che non li ho toccati, quindi su quelli son tranquillo". Nel dialogo, l'attuale indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, spiega che"Gli unici oggetti che hanno ritrovato sono le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina".
E ancora: "La mia paura fosse che tirassero fuori qualcosa dal corrimano, dalla maniglia, dalla sedia… il telecomando della cella… li usavo anch’io quei robi lì". Da qui il commento di Antonella Elena Rossi. La psicologa, intervenuta ai microfoni di Storie Italiane, si dice certa che Sempio - così facendo - "si colloca così sulla scena del crimine".
Sempio, "pericolosità sociale": a cosa puntano davvero i pm di Garlasco
In effetti è così dal principio, cioè dal marzo 2025, quando si seppe che la Procura di Pavia aveva...Anche se non ci sono certezze, quelle parole sono "molto sospette". Intanto la difesa di Sempio si è detta sorpresa "dalla tempistica" della Procura di Pavia - che ha disposto una consulenza psichiatrica nei confronti del suo assistito -, "perché ci aspettavamo un confronto sui dati oggettivi per trovare il reale assassino di Chiara Poggi e capire se potesse essere, in base a elementi tecnici, Sempio". Secondo gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti "sorprende che invece di cercare il contraddittorio si cerchi di trovare l'assassino ideale. In questo processo non va cercato l'assassino ideale, va cercato l'assassino di Chiara Poggi".




