Maranza in ferie. Ché oramai ci siamo: il primo caldo, i calzoni corti, tra poco finisce pure la scuola. È arrivata la bella stagione e sì, certo, è un diritto di tutti tirar tardi al mare, concedersi una serata di relax in spiaggia, bighellonare dove capita con una birra ghiacciata in mano. C’è un’avvertenza, però, ed è quella di sempre: sante, santissime vacanze che, in un certo senso, terminano quando cominciano quelle degli altri. Non è che nel sacro nome del liberi-tutti di giugno puoi tenere un quartiere in ostaggio, far andar di traverso il soggiorno a chi lavora un anno intero per permettersi una settimana di stacco, credere che sia sufficiente prendere un treno e fare un viaggio di mezz’ora per essere impunito quanto basta da confondere lo svago con la prepotenza.
Vedi Jesolo. La bella Jesolo, perla della riviera veneta, a metà strada tra Caorle e Cavallino Treporti, conosciuta, conosciutissima tra i villeggianti del solleone. In soli tre giorni, quelli del ponte per la festa della repubblica (tra parentesi: prenotazioni su ovunque alla faccia dei soliti gufi sull’Italia che non va), si è ritrovata due risse in casa. Entrambe a opera di giovanissimi, entrambe con lo stesso schema, entrambe finite con l’intervento delle forze dell’ordine e nessun ferito (per fortuna), entrambe tra gruppetti di maranza in libera uscita. Lo schema, tra l’altro, ha una ritualità che desta quasi sospetto: prima il ritrovo, in stazione oppure in un fast-food (perché si tratta di ragazzini di seconda e terza generazione che non vivono in città, sono del Trevigiano oppure di Mestre); poi le sbruffonate, quell’atteggiamento un po’ su di giri che, d’accordo, a quell’età è quasi fisiologico però c’è un limite a ogni cosa; e infine lo scontro, praticamente sempre inter-etnico, dovuto alle rispettive origini nazionali.
E finisce che a farne le spese sono i turisti che vorrebbero solo godersi una giornata in santa pace e, invece, si ritrovano in mezzo alla baruffa («Qui accogliamo tutti», commenta appunto Pierfrancesco Contarini che è il presidente dell’associazione jesolana degli albergatori, «ma non questi mezzi delinquenti protagonisti di comportamenti maleducati»).
Le nostre vacanze rovinate dai maranza
All’inizio ci furono i lavavetri ai semafori, fastidiosi ma a volte utili; poi arrivarono i vu cumprà sulle...Ecco, appunto, anche perché il sindaco Christofer De Zotti (Fratelli d’Italia) è uno che non ci gira tanto attorno: si è già incontrato col prefetto, ha ottenuto il rafforzamento delle forze dell’ordine con una cinquantina di agenti in più tra carabinieri e guardia di finanza e ha sollecitato l’istituzione delle zone rosse che nel 2025 han dato una mano a contenere la situazione. «È importante mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza», dice, «qui non permetteremo attecchisca questo fenomeno. Chi viene a Jesolo e non rispetta la città non deve poterci tornare». Punto chiarissimo, anche perché non c’è solo Jesolo. Sui grandi laghi lombardi l’andazzo è più o meno identico: a Mandello del Lario (in provincia di Lecco, su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno) una masnada scomposta di adolescenti maranza, dopo una domenica in spiaggia, ha persino bloccato la circolazione dei treni per quanti calca, baccano e parapiglia faceva (ovviamente non sono mancati insulti, minacce e spintoni); a Iseo alcuni minori scalmanatisi son messi a saltellare sulle barche ormeggiate nel porto industriale e, quando un passante ha fatto notare loro che non-si-fa, ha rischiato il linciaggio. In Versilia non ce la si passa diversamente: martedì due nordafricani hanno aggredito un bagnino, a Viareggio, solo perché si era permesso di chiedere loro di lasciare liberi due lettini che avevano occupato abusivamente sottraendoli, di fatto, alla disponibilità dei clienti del lido. Sul litorale marchigiano è lo stesso: a Porto San Giorgio (Fermo), negli scorsi dì, quattro maranza magrebini hanno picchiato selvaggiamente un uomo di quarant’anni colpevole (si fa per dire) di aver suggerito loro di lasciar stare sua figlia. Le reazioni, alla fine, tendono a somigliarsi: il Comune di Mandello ha promesso un’ordinanza salva-estate per consentire ai minori non residenti di accedere al lido solo se sono accompagnati da un adulto; nella riviera sangiorgese sono spuntate le prime ronde autogestite e spontanee di cittadini che non ne possono più e si organizzano come capita su whatsapp; «Jesolo non ha “maranza” locali, si tratta di gente che arriva da fuori», chiosa invece De Zotti, «noi intendiamo fermare sul nascere questa cosa». Anche perché la stagione ha appena preso il via, e se il buongiorno si vede dal mattino...




