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Vigile morto a Milano, parla l'albanese arrestato: "Sono fuggito perché non volevo guai"

martedì 23 giugno 2026
Vigile morto a Milano, parla l'albanese arrestato: "Sono fuggito perché non volevo guai"

2' di lettura

"Non mi sono fermato al posto di blocco, avevo qualche grammo di hashish e non volevo guai. Ho sbagliato, chiedo scusa. Se posso fare qualcosa per la sua famiglia lo farò. Ma non sono andato contro nessuno. E non l’ho visto cadere". Sono queste le prime dichiarazioni del conducente del Suv che ieri, 22 giugno, ha provocato un inseguimento nel comune di Peschiera Borromeo nel quale è morto l'agente della Polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile, di 39 anni, che era in moto.

L'uomo, 26enne e di origini albanesi, era fuggito ieri sera da un posto di blocco nel quartiere milanese di Ponte Lambro. Oggi è stato arrestato per fuga pericolosa. L'accusa di omicidio stradale, invece, potrebbe essere derubricata nel corso delle indagini in quella di "morte in conseguenza di altro reato". Non ci sarebbero infatti tracce di un contatto tra la moto del vigile e l'auto. Circostanza confermata dai rilievi della Polizia Locale e della Polizia Stradale che non hanno trovato segni di un contatto tra i due mezzi.

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Intanto, è emerso che Insieme al conducente sul suv, che era stato noleggiato, viaggiavano altre tre persone alle quali non viene contestata nessuna responsabilità nella morte di Francesco Imprezzabile.

Oltre alla moto di Imprezzabile a inseguire il suv c'erano due moto della Locale e un'auto della Stradale a una distanza considerevole dal collega. L'uomo di origini albanesi aveva l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria per una ipotesi di reato al momento non nota, probabilmente una questione di droga, ma risulta incensurato. Ha detto alla pm che in Albania lavorava nel campo dei trasporti e si occupava di camion. È stato trovato dagli investigatori a casa di un amico e ha affermato che aveva intenzione di andarsi a costituire dopo essersi consultato con l'avvocato.

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