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Sorelle scomparse, niente carcere ma obbligo di dimora per mamma, nonno e patrigno

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giovedì 25 giugno 2026
Sorelle scomparse, niente carcere ma obbligo di dimora per mamma, nonno e patrigno

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Fermo convalidato e obbligo di dimora a Latina per Valentina D'Acunto, Vincenzo Esposito e Marco D'Acunto, rispettivamente madre, compagno della madre e nonno materno delle due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, lo scorso 6 giugno e ritrovate la scorsa domenica sera nell'abitazione di una lontana parente della madre a Formia. Questo l'esito dell'udienza fiume che si è tenuta questa mattina nell'aula due del tribunale di Sulmona.

In giornata ci sono stati gli interrogatori di garanzia di Valentina D'Acunto, del padre e del compagno, sottoposti a fermo con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso nei confronti delle figlie della donna. Gli interrogatori, iniziati intorno alle 9.30 nel tribunale di Sulmona, si sono svolti davanti al giudice per le indagini preliminari, che al termine si è ritirato in camera di consiglio. Secondo quanto si apprende, tutti e tre hanno risposto alle domande del gip. 

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I tre saranno ora ricondotti nelle carceri di provenienza - Teramo per Valentina D'Acunto, Sulmona per suo padre, Marco D'Acunto, e per il compagno della donna, Vincenzo Esposito - solo per gli adempimenti burocratici, poi potranno fare rientro nelle rispettive abitazioni. "Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone", ha spiegato il procuratore del tribunale di Sulmona, Luciano D'Angelo. La donna ottantenne presso la cui abitazione sono state trovate le minori è indagata per concorso in sequestro di persona. "Valentina D'Acunto ha fornito alcune spiegazioni, ma si tratta di sue convinzioni personali. Il suo obiettivo era tornare ad avere con sé le figlie", ha aggiunto il magistrato. La difesa ha sostenuto che la contestazione corretta fosse quella di sottrazione di minorenni e non di sequestro di persona. Una tesi che il giudice non ha accolto.

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