La giunta di Castellammare di Stabia ormai non esiste più; il Comune guidato dal sindaco Luigi Vicinanza è stato commissariato. Ma la lotta interna al Partito democratico è appena cominciata. Per provare a salvare la situazione (ormai, chiaramente, fuori tempo massimo) la segretaria Elly Schlein ha nominato il deputato Arturo Scotto come nuovo commissario del partito a livello locale.
E lui ha scelto l’unica strada possibile: espellere tutti gli esponenti dem coinvolti nello scioglimento dell’amministrazione per sospette infiltrazioni della camorra. I primi due a finire nel mirino sono stati Roberto Elefante - campione di preferenze del Pd alle elezioni del 2024 - e la capogruppo Giusy Amato.
Castellamare di Stabia, comune sciolto per Camorra. L'ex sindaco attacca Schlein e Ruotolo
Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche ha scatenato una violenta resa dei...RELAZIONI
Nelle 400 pagine di relazione redatte del viceprefetto Dario Annunziata, dal vicequestore Riccardo Buonomo e dal capitano dei carabinieri Vittorio Tesoro, emergono rapporti stretti tra diversi consiglieri di maggioranza e opposizione con i clan D’Alessandro e Cesarano. Commistioni tra criminalità e politica vengono rilevate a ogni livello, dalla raccolta dei rifiuti ai servizi funebri, dalla refezione scolastica ad altri appalti affidati a società oscure o gestite da parenti e amici.
Proprio Elefante, ex presidente del Consiglio comunale, sarebbe «immerso in una fitta e sistematica rete di relazioni che vede la sua attività professionale e imprenditoriale sovrapporsi a soggetti e interessi direttamente riconducibili alla criminalità organizzata». Altrettanto complicata la posizione della piddina Giusy Amato: nel documento pervenuto al Ministero, è evidenziato come il suo testimone di nozze fosse Antonio Poziello, ex sindaco di Giugliano, accusato di scambio politico-mafioso. Frequentazioni quantomeno sconvenienti.
Pd, choc ad Ercolano: al circolo dem si fa festa con un uomo della camorra
Grosso guaio a Ercolano. È la trama delle nuove beghe che il Partito democratico si trova ad affrontare in Campan...Nel dossier è citato anche il caso della nomina di numerosi scrutatori, rivelatisi pregiudicati e legati al clan D’Alessandro. Sotto osservazione anche i flussi elettorali che hanno portato all’elezione dei due consiglieri dem. Entrambi, infatti, avrebbero raccolto numerose preferenze nel cuore del territorio dei Cesarano. In extremis, Elefante e Amato hanno comunicato l’intenzione di auto-sospendersi. Scotto ne ha infatti annunciato l’espulsione; i due hanno voluto comunque ribadire la loro «totale estraneità a qualsivoglia fatto, condotta o legame criminale». Gli ormai ex consiglieri non hanno intenzione di arrendersi, tanto da aver annunciato querele rispetto al contenuto del dossier prodotto dal Viminale.
Grana Camorra nel Pd: in Campania 4 Comuni sciolti per infiltrazioni
La mappa è in continua evoluzione. E per il Pd la “questione Campania” sta diventando un grosso gratt...Si sono auto-sospesi, ma ancora non sono stati espulsi, i consiglieri di Ercolano Nancy Scognamiglio e Marco Cozzolino. I due, insieme all’ex coordinatore cittadino Antonello Cozzolino (commissariato e sostituito dal consigliere regionale Giorgio Zinno), erano stati ripresi in un ristorante a festeggiare l’elezione con Natale Suarino, pluripregiudicato vicino al clan Ascione-Papale. I tre hanno chiesto all’amministrazione e alla segreteria regionale del Pd di essere ascoltati dal “Pool per la legalità” istituito dal sindaco dem Antonietta Garzia. Squadra - i cui poteri non sono ancora chiarissimi- di cui fanno parte l’ex sindaco Nino Daniele, l’europarlamentare Sandro Ruotolo, l’ex poliziotto Antonio Borrelli e il giornalista Paolo Siani.
Intanto sui social Scognamiglio e Cozzolino hanno firmato un post in cui si difendono: «Da quelle immagini si è dedotto che due consiglieri comunali appena eletti abbiano un rapporto con la criminalità organizzata di questa città. Quel rapporto non esiste! Essere nella stessa sala, non è un rapporto».
Pd, ai big la camorra è sfilata sotto il naso
Il Pd trema. Almeno in Campania. E nel partito cominciano a manifestarsi i primi malumori verso una dirigenza nazionale ...L’ex segretario cittadino, in merito alla cena in pizzeria, ha invece parlato di «ricostruzioni che si sono rivelate inesatte». Sulla presenza dell’uomo legato al clan ha voluto specificare: «Il signor Natale Suarino, presente in pizzeria, ha avuto precedenti penali risalenti a circa trent’anni fa, per i quali ha ottenuto la riabilitazione prevista dall’ordinamento, e gode oggi pienamente dei diritti civili e politici».
Campania, altre ombre: il Pd rischia di esplodere
Il Pd campano rischia di deflagrare a Ercolano. Quello che era stato festeggiato appena un mese fa come un successo incr...STUDIO
Il cognome “Suarino” risulta però comparire un’altra volta in relazione all’attuale maggioranza cittadina. E questa volta ad essere coinvolta è il sindaco Garzia. Stando a quanto emerso, il locale nel cui ha sede il suo studio di avvocato è di proprietà di un membro della famiglia Suarino. Secca la replica del primo cittadino dopo la diffusione della notizia: «Sono una sua inquilina dal 2023. È un giovane incensurato, senza nessun rapporto con criminali. Disposto a denunciare chiunque lo colleghi a quel ramo della sua famiglia». Al netto delle magagne in casa Pd, per ora la giunta di Ercolano va avanti.




