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Un'ex carabiniere e un ex 007 arrestati a Roma: "Spie per conto della Russia"

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martedì 7 luglio 2026
Un'ex carabiniere e un ex 007 arrestati a Roma: "Spie per conto della Russia"

2' di lettura

Un caso di presunto spionaggio che coinvolge informazioni riservate, ambienti dell’intelligence e personale militare scuote la Capitale. Come riporta Open Online, due persone sono state arrestate a Roma dai carabinieri del Ros con accuse che ruotano attorno alla cessione di notizie sensibili a favore di un presunto agente russo.

Al centro dell’inchiesta un ex appartenente al comparto dell’intelligence italiana ed ex sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, accusato di aver raccolto e trasferito informazioni riservate in cambio di denaro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 59enne avrebbe agito per conto di un uomo ritenuto vicino ai servizi segreti russi e coperto in Italia da immunità diplomatica. L’attività contestata riguarda, a vario titolo, i reati di spionaggio di notizie vietate alla divulgazione, rivelazione di informazioni riservate e accesso abusivo a sistemi informatici o telematici.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, nasce da un’attività investigativa avviata nel maggio del 2025 dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri. Nel corso dei mesi gli investigatori hanno svolto attività di osservazione, pedinamenti, controlli e perquisizioni, comprese verifiche sui dispositivi informatici, fino ad arrivare alle misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura. 

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le informazioni riservate sarebbero state raccolte attraverso una rete di fonti composta da sei persone. Tra queste figurerebbero anche quattro militari ancora in servizio, tutti iscritti nel registro degli indagati, oltre a un’altra persona. Nei loro confronti vengono ipotizzati, a seconda delle posizioni, reati come il procacciamento di notizie riguardanti la sicurezza dello Stato, lo spionaggio politico o militare, la rivelazione di segreti di Stato e la diffusione di informazioni la cui divulgazione era vietata.

L’inchiesta apre così uno scenario delicato sul tema della sicurezza nazionale e sulla protezione delle informazioni strategiche. L’attenzione degli investigatori si concentra ora sulla natura dei dati eventualmente acquisiti, sulle modalità con cui sarebbero stati raccolti e sui rapporti tra gli indagati e il presunto referente russo.  L’operazione è stata eseguita con il supporto del Gruppo di intervento speciale e del Comando provinciale dei carabinieri di Roma, a conferma della delicatezza dell’indagine. Per gli inquirenti si tratta di un caso che mette al centro il rischio rappresentato dalle attività di intelligence ostile e dai tentativi di acquisire informazioni sensibili attraverso persone che hanno avuto accesso a settori strategici dello Stato.

Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete e chiarire il livello di coinvolgimento di ciascuna delle persone coinvolte, in una vicenda che riporta l’attenzione sulla sicurezza informativa e sulle nuove forme di guerra invisibile combattute attraverso dati, relazioni e informazioni riservate.