Allarme rosso per il Po: con le risorse idriche disponibili ad oggi, restano soltanto 10 giorni per garantire l'irrigazione nel bacino del fiume. È il quadro emerso dalla riunione straordinaria dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, convocata a Taglio di Po, nel Rodigino, sotto il coordinamento dell'Autorità di Bacino distrettuale del Po.
L'organismo ha confermato il livello di severità idrica "media in assenza di precipitazioni", evidenziando come l'assenza di piogge significative stia rapidamente erodendo le riserve disponibili. Per fronteggiare l'emergenza sono state formulate alcune raccomandazioni orientate al contenimento dei consumi, misure che riguardano esclusivamente il bacino del Po e non l'intero distretto idrografico. Sul fronte dell'acqua potabile non si registrano ancora interruzioni del servizio, sebbene siano già scattate limitazioni ai prelievi da parte di Acque Venete.
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Angelo Bonelli ormai ha un chiodo fisso: accusare Giorgia Meloni (e l'intero governo) per il caldo africano di quest...Le maggiori preoccupazioni si concentrano nel Delta del Po, dove il calo delle portate sta favorendo la progressiva risalita dell'acqua marina lungo il corso del fiume. Il cosiddetto cuneo salino ha ormai raggiunto i 20 chilometri dalla foce nel ramo di Pila, in provincia di Rovigo, e i 25 chilometri nel ramo di Goro, nel territorio ferrarese.
Dopo un sopralluogo a Porto Tolle, il dirigente dell'Autorità di Bacino Francesco Tornatore ha sottolineato come la situazione stia creando crescenti difficoltà sia per l'agricoltura sia per l'approvvigionamento idropotabile. La necessità di contenere i prelievi, infatti, rischia di avere ripercussioni non soltanto sulle attività economiche, ma anche sugli equilibri ambientali dell'area deltizia, mettendo sotto pressione habitat naturali e biodiversità.
L'emergenza non riguarda soltanto il Delta. In Piemonte è stato convocato un tavolo straordinario dopo il drastico calo delle disponibilità idriche nelle aree risicole, dove le riserve si sono ridotte dell'80%. In Lombardia il deficit medio viene stimato attorno al 40% e si valuta il ricorso a ulteriori rilasci d'acqua dal lago d'Idro per sostenere l'irrigazione almeno fino al 20 luglio. Più contenuta, invece, la situazione in Liguria, Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna, dove resta alta l'attenzione sui corsi d'acqua minori dell'Appennino. Un nuovo punto sulla crisi è atteso il 21 luglio, data della prossima riunione dell'Osservatorio.




