"Abitavo dietro l’angolo del ristorante di Valter Lavitola e sapevo dell’assidua frequentazione di Sigfrido Ranucci. Lo avevo visto entrare più volte, nel tempo": lo ha detto al quotidiano Il Tempo Aldo Torchiaro, firma di punta de Il Riformista nonché il primo, nel 2023, a documentare le relazioni del conduttore di Report, attovagliato in compagnia di Lavitola. Commentando il numero di cene che i due avrebbero fatto insieme, il giornalista ha parlato di "una routine sistematica e quasi professionale: difficile sostenere che parlassero sempre dei problemi di autismo del figlio di Lavitola, come ha detto Ranucci. No?". Quello, a suo dire, sarebbe solo un diversivo: "Per sviare, lanciando un fumogeno che distrae l’opinione pubblica. Pratica odiosa, soprattutto quando ricorre a minori da usare come scudi umani per tutelarsi. Mettere in piazza la vulnerabilità del figlio di un soggetto terzo sarebbe perfino vietato dalla Carta di Treviso, per i giornalisti, a voler invocare la correttezza e la deontologia professionale".
Torchiaro, poi, ha spiegato come fosse riuscito a scattare la foto che ritraeva Ranucci e Lavitola insieme a tavola nel 2023: "Ero anche io a cena da Lavitola, con la mia famiglia, nel dehor antistante la vetrata sul salone interno. Riconobbi Ranucci, sempre in compagnia della donna bionda con cui l’avevo visto altre volte, vidi Lavitola che lo cingeva con un braccio, riconobbi Don Gianni Fusco, lo ricollegai alle puntate di Report sul Vaticano, sul caso Becciu. Vidi anche che c’erano due agenti di scorta che mangiavano proprio al tavolo dietro di me. Tenevano d’occhio la situazione, ma io dovevo documentare quella tavolata con foto e video". Dunque, ha proseguito: "Simulai di aver ricevuto una telefonata. Alzai perfino la voce con il finto chiamante, scusandomi con i miei commensali. Sempre fingendo di parlare al telefono mi allontanai e raggiunsi una angolazione da dove, presente un’altra vetrata trasparente, riuscii a realizzare foto e video senza essere notato dalla scorta. Per qualche minuto continuai a fingere di tenere una conversazione, con gli auricolari messi mentre scattavo".
Report, la squadra di Ranucci teme il colpo di scena: "Stavolta finisce male"
«Stavolta rischia di finire male». Il virgolettato arriva dalla Rai, ma non dai vertici, tantomeno da chi ha...Il giornalista ha rivelato anche cosa successe dopo la pubblicazione di quella foto sul Riformista. Era il 23 maggio 2023. "Lavitola e Ranucci reagirono subito: erano come impazziti, il primo prese a scrivermi messaggi, il secondo tempestò di chiamate, ben 22, l’allora direttore Matteo Renzi. Il tono era allarmato, perfino perentorio: ’Stop’, mi scrisse il faccendiere. Non gradivano che quell’innocente amicizia venisse disvelata al pubblico, viene da chiedersi perché. Lavitola mi disse che stavo facendo una ’vigliaccata da miserabile’ per ragioni che non voglio menzionare". Se oggi Ranucci dice che la loro amicizia era nota, "ai tempi invece negò, parlò dell’esigenza di consultare una fonte - ha svelato ancora Torchiaro -. Disse che mostrando quella foto si danneggiava il lavoro di inchiesta di Report. Alternò tenori diversi, parlando con Renzi, poi sbottò: Torchiaro è uno scemo, gli disse. Renzi capì benissimo di aver fatto bingo, c’era sotto qualcosa".
"Evidentemente dietro al fitto rapporto tra i due sembrano esserci state delle intese. Un patto. È plausibile che una ’agenda Lavitola’ sia stata quantomeno rappresentata. Ma non saremo noi garantisti a saltare a conclusioni", ha proseguito il giornalista. Che invece sul futuro di Report ha detto: "È quantomeno opportuno che la Rai provveda a passare il testimone della conduzione di Report: all’inizio c’era Milena Gabanelli, nel proseguimento ci sarà un altro giornalista. La Rai ne ha tanti, molto bravi. Lunga vita a Report, nel nome della trasparenza".




