Nel vortice mediatico romano di quest’estate, la scena è dominata da un nuovo protagonista: monsignor Giovanni Fusco, che ha preso il testimone del vecchio “don Gianni”, un tempo incarnato da Gianni Baget Bozzo, icona del cattolicesimo berlusconiano. Oggi è Fusco a catalizzare l’attenzione nei salotti che contano, soprattutto per il suo coinvolgimento nel caso che vede protagonisti Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci.Tutto ruota intorno a una cena al Bistrò Cefalù, immortalata in una foto che è diventata virale: monsignore seduto allo stesso tavolo con Lavitola, Ranucci e altri commensali.
Fusco, teologo dogmatico alla Lumsa, è un sacerdote di orientamento conservatore, da sempre schierato a destra. In passato vicino alla Lega, ha mantenuto quel mondo di riferimento anche dopo le difficoltà del partito. Non è un habitué del ristorante, ma ci è arrivato grazie a un invito del figlio di Lavitola, suo ex studente.La vera ossessione dei circoli romani, però, non è tanto il libro di Ranucci quanto un’altra figura apparsa nella stessa foto: una donna bionda, di cui si intravede solo la chioma.
Ranucci e Lavitola al ristorante, l'imprenditore vuota il sacco: "Di cosa abbiamo parlato a cena"
Di cos'avranno mai parlato Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola in quella ormai mitologica cena del 2023 al ristorante...Soprannominata “la biondina”, la sua identità è diventata un piccolo mistero. Chi è? Un’amica, una collaboratrice, una fonte? Qualcuno la chiama Silvia e sussurra un possibile passato alla Cisl. Se questa pista fosse confermata, si aprirebbero scenari interessanti: Report ha realizzato diverse inchieste pungenti sul sindacato di via Po, tra cui la nota puntata “Gli insindacabili”. Le voci sostengono che la donna pranzasse spesso con Ranucci, talvolta arrivando con lui e lasciando fuori la scorta, per poi trattenersi fino a tardi con Lavitola e gli altri.Intanto, domani Fusco presenterà il libro di Marianna Cerno “Le gesta di San Clemente”. Un’occasione che promette di mescolare ulteriormente teologia, politica e gossip di alta quota.




