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Attentato Ranucci, la chat choc su Lavitola: "Non vuole conoscervi di persona"

domenica 19 luglio 2026
Attentato Ranucci, la chat choc su Lavitola: "Non vuole conoscervi di persona"

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Il 2 luglio, nel carcere di Rebibbia, i magistrati antimafia Carlo Villani ed Edoardo De Santis ottengono nuove conferme: l’attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, non è un’iniziativa autonoma di Antonio Passariello. Passariello, 53enne avellinese pluripregiudicato (stupri, spaccio, lesioni), appare come un “operaio” della criminalità, reclutabile e manovrabile. Al suo fianco figurano altri arrestati: Saverio Mutone, Marika De Filippis e Pellegrino D’Avino, che si sono dimostrati professionali nell’esecuzione ma privi di movente personale. Gli investigatori ipotizzano un reclutatore e finanziatore di livello superiore.Le intercettazioni su 54 utenze telefoniche portano a una rete romana.

Emerge il nome di Gomes Clesio Tavares, bodyguard camerunense legato ai boss camorristi Russo ma parzialmente autonomo, amico di D’Avino. Attraverso la compagna Gelsomina Tuorto, gli inquirenti arrivano a Valter Lavitola e al suo ristorante Cefalù a Monteverde. La società Cefalù Srl apre uno scenario di “zona grigia”: giornalisti, personaggi della comunicazione, imprenditori nel business dei carbon credit.Tra le persone intercettate figura anche L.C., legata sentimentalmente a Ranucci e indicata come sponsor di alcune interviste nel programma.

Le intercettazioni, come riporta ilCorriere, suggeriscono un “secondo livello”: D’Avino parla di un “soggetto terzo” che non vuole conoscere personalmente gli esecutori e gestisce l’operazione tramite intermediari.In vista dell’udienza del 20 luglio al Tribunale del Riesame, gli avvocati degli arrestati lavorano sulle carte. Lavitola, tramite i suoi legali, smentisce ogni coinvolgimento e afferma di dovere molto a Ranucci, che gli avrebbe spiegato le criticità dei carbon credit in Africa. Nega di aver mai orientato le inchieste di Report. Gli investigatori continuano ad approfondire la contiguità tra ambienti criminali, giornalistici e imprenditoriali romani.

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