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Luigi Esposito, la svolta: "Dove hanno fermato l'assassino"

sabato 25 luglio 2026
Luigi Esposito, la svolta: "Dove hanno fermato l'assassino"

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Svolta nell'indagine della morte del giornalista salernitano Luigi 'Luca' Esposito trovato carbonizzato la scorsa domenica in un terreno agricolo a Eboli in località Cioffi. In seguito alle attività di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Salerno e condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno, è stato individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto il soggetto ritenuto responsabile dell'omicidio del 53enne. L'uomo era nascosto all'interno di un casolare abbandonato. L'intervento dei Carabinieri è avvenuto con il supporto del Reparto indagini tecniche del Ros e dello Squadrone Cacciatori di Puglia. 

L'omicidio è ancora avvolta dal mistero: quando gli hanno dato fuoco Esposito forse era ancora vivo, anche se in gravissime condizioni dopo essere stato brutalmente picchiato e soffocato. Gli ulteriori aspetti emersi dall'autopsia effettuata sul corpo del giornalista martedì scorso - avvalorando quanto riferito nelle ultime ore da organi di stampa - evidenzierebbero che l'uomo avrebbe inalato il fumo che sarebbe stato appiccato dal suo assassino o dagli assassini poco prima di morire. Le tracce trovate nei polmoni rappresenterebbero un ulteriore tassello di una vicenda tragica ancora ricca di lati oscuri.

Le indagini puntano a far luce su tutti gli aspetti della vita di Esposito, anche su una fede all'anulare segno forse di un legame con una presunta moglie, come egli stesso raccontava. C'è poi il mistero dei cellulari. Uno ritrovato nella sua abitazione, l'altro che ancora non si trova. I messaggi inviati da un amico sono stati recapitati nel pomeriggio della domenica - quindi dopo diverse ore dal ritrovamento del cadavere - segno del fatto che o qualcuno lo ha riacceso oppure è stato spostato in una zona dove il segnale era migliore. L'unica certezza è che Esposito faceva il commentatore sportivo. Esperto delle vicende calcistiche dell'Avellino. Ma poi molto, molto, riservato. Sulle sue vicende personali ma anche su quello che faceva nelle ore in cui non appariva mentre commentava la situazione della squadra irpina. Ad amici e conoscenti diceva che la mattina era impegnato, che non poteva essere disturbato fino alle 15.

A diverse persone risultava che lavorasse per l'Arpac, l'Azienda regionale per la protezione ambientale. Circostanza fermamente smentita dall'Arpac stessa. E poi a che titolo visto che l'Ordine dei Biologi ha escluso la sua iscrizione all'Albo. Che ci faceva dunque a quell'ora Esposito in quel posto dimenticato da Dio e dagli uomini? E' arrivato lì con la sua Lancia Y bianca da solo o in compagnia di qualcuno? Il fuoco è servito per annullare ogni traccia magari di una colluttazione da parte della vittima e che diversamente sarebbe rimasta sui suoi indumenti. E quindi, il suo omicidio è legato a questioni di carattere personale, pista nelle ultime ore ritenuta prevalente oppure va spiegato con qualche aspetto legata alla sua presunta attività lavorativa alternativa a quella di giornalista? Tutte domande a cui l'uomo fermato potrà dare risposte nelle prossime ore.