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Ranucci, la giudice dell'inchiesta: "Da Ranucci atteggiamento di apertura verso Lavitola"

martedì 11 agosto 2026
Ranucci, la giudice dell'inchiesta: "Da Ranucci atteggiamento di apertura verso Lavitola"

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Secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta, Valter Lavitola avrebbe coltivato per anni l’idea di lanciare Sigfrido Ranucci in politica, considerandolo un possibile futuro leader nazionale. Lavitola lo descriveva come un candidato capace di ottenere consenso anche senza un partito e immaginava per sé un ruolo da consigliere o “spin doctor”.

La giudice per le indagini preliminari (gip) sottolinea però soprattutto il ruolo di Ranucci nel rapporto con Lavitola. Inizialmente il conduttore avrebbe mostrato dubbi e distanza rispetto al progetto politico, ma con il tempo, secondo la gip, avrebbe assunto "un atteggiamento di apertura o quantomeno di curiosità". Il progetto, inizialmente presentato quasi come una forma di adulazione, sarebbe progressivamente diventato più concreto.

La valutazione più significativa della giudice è che Ranucci sarebbe stato “vittima della manipolazione” di Lavitola. La gip attribuisce questa manipolazione sia alla "raffinata astuzia" del faccendiere sia al "profondo legame" instauratosi tra i due. In sostanza, secondo la magistrata, Lavitola avrebbe sfruttato la loro relazione e una pressione costante nel tempo per influenzare il giornalista.

Il rapporto, tuttavia, non sarebbe stato unidirezionale: Ranucci stesso lo definiva un rapporto di amicizia “interessata”, utile anche per ottenere informazioni e possibili scoop. Dalle carte emergono inoltre alcune confidenze di Ranucci a Lavitola su questioni interne alla Rai.

La ricostruzione dell’accusa collega infine Lavitola e Gomes Clesio Tavares al progetto dell’attentato contro Ranucci, mentre emergono anche presunti tentativi di depistaggio e di condizionamento delle difese degli esecutori.