È durata meno di 48 ore l’indagine sulla morte di Antonio Perrotta, operaio di 34 anni e addetto alla sicurezza privata, aggredito all’esterno di una discoteca di Sangineto, in Calabria, nella notte tra l’8 e il 9 agosto. L’uomo era stato coinvolto in una discussione all’interno del locale con due giovani che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano stati allontanati perché privi del biglietto. Il litigio sarebbe poi proseguito fuori, dove Perrotta è stato violentemente picchiato.
Per l’omicidio sono stati fermati due fratelli di 22 e 24 anni, Domenico e Umberto Orsino, originari di Belvedere Marittimo ma residenti e lavoratori in Lussemburgo. Domenico è un giocatore della nazionale di rugby lussemburghese, mentre Umberto lavora come fisioterapista. I due sono stati rintracciati in Calabria e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Per loro l’accusa è di omicidio, aggravato dai motivi futili e abbietti.
A incastrarli sarebbero state soprattutto le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte dagli investigatori. Al momento del fermo, inoltre, sono stati trovati indumenti con tracce di sangue compatibili con quelli indossati durante l’aggressione. Secondo gli inquirenti, i due stavano anche organizzando una possibile fuga all’estero.
Perrotta, soccorso dopo il pestaggio, era stato prima trasportato all’ospedale di Cetraro e poi trasferito in rianimazione a Cosenza, dove è morto. Le indagini proseguono per chiarire dinamica e movente. Sarà decisiva anche l’autopsia.




