Il 26 giugno scorso aveva documentato con filmati e dirette social la truffa delle tre campanelle che a Roma ha già fatto migliaia di vittime tra i turisti stranieri. Sorpreso a pochi passi dal monumentale contesto di Fontana di Trevi a riprendere la messinscena e ad allertare la gente in strada, il gruppo di finti prestigiatori aveva aggredito il giovane influencer con un violentissimo pugno al volto, facendogli cadere e danneggiandogli le attrezzature di documentazione.
Per quell'aggressione, la vittima Ash Kamangar, 34enne iraniano noto sui social come 'Guardian of Rome', venne refertato con 40 giorni di prognosi con lesioni permanenti del viso. I carabinieri della Stazione di San Lorenzo in Lucina, al termine delle indagini, hanno dato esecuzione a un'ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone il divieto di dimora nel comune di Roma per tre stranieri. La sera dei fatti, a bloccare la furia del gruppo di truffatori accanito sulla vittima ancora a terra, era stato solo il provvidenziale e coraggioso intervento di un terzo cittadino presente nelle vicinanze. I soccorsi prestati d'urgenza al Policlinico Umberto I avevano riscontrato un quadro traumatologico di estrema gravità, un completo "fracasso facciale", caratterizzato da molteplici fratture scomposte a carico di mandibola, seno mascellare, arco zigomatico e ossa nasali, oltre a estesi enfisemi dei tessuti molli.
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Un intervento per far cessare la musica ad alto volume si è trasformato in un’aggressione ai danni di un ag...Nell'ambito dello stesso procedimento, a uno degli indagati è stata inoltre contestata la calunnia in quanto, nei giorni immediatamente successivi all'aggressione, aveva tentato di sviare le indagini, presentando una falsa denuncia alle autorità e dipingendosi come presunta vittima dei fatti. L'accurata e meticolosa analisi incrociata delle registrazioni estratte dai sistemi di videosorveglianza pubblica e privata presenti nell'area, ha consentito ai carabinieri di ricostruire i fatti. Condividendo il quadro probatorio prospettato dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave, il Gip ha disposto l'applicazione della misura cautelare nei confronti dei tre indagati, ipotizzando anche la presenza delle circostanze aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa della vittima.




