Polemica a Gallarate, dove una ragazza italiana di origine bengalese ha accusato una filiale delle Poste di averla discriminata perché indossava il niqab. Entrata nel locale per effettuare un'operazione, come ricostruito da Fanpage, la giovane sarebbe stata bloccata da un impiegato secondo il quale era obbligatoria la rimozione del velo per poter rimanere all'interno dell'ufficio. E tornata dopo un mese, la giovane avrebbe ricevuto lo stesso trattamento.
Poste Italiane, secondo Fanpage, ha respinto ogni accusa di condotta discriminatoria, precisando che "il personale di Gallarate ha applicato le corrette procedure di identificazione previste dalla legge e che le operazioni allo sportello si sono concluse regolarmente una volta effettuato il riconoscimento". "In Italia il niqab dovrebbe essere vietato in tutti gli spazi pubblici, come accade in Francia - ha commentato l'europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri -. Negli uffici aperti al pubblico non si entra a volto coperto: è una norma di civiltà, necessaria anche per ragioni di sicurezza".
Per l'Onu la "donna leader" è un'islamica sottomessa
Sembra che il problema, per certi esperti del marketing stakanovisti dell’eccentrico, sia lanciare una campagna pu...In molti sui social non hanno condiviso le ragioni della ragazza: "Poverina, speriamo che si trovi male in Italia e possa scegliere di andare nel suo paese d'origine", ha scritto un utente. "Ha fatto bene l'impiegato", ha scritto un altro. E ancora: "Se vuoi stare da noi adeguati".




