Aveva appena quattro anni Anna Rosa Bartolotta, la bambina dello Zen di Palermo morta nella notte tra il 19 e il 20 agosto per una grave infezione da difterite. Una malattia che, grazie alla vaccinazione, in Italia è diventata estremamente rara e che ora è al centro di un'inchiesta della Procura di Palermo.
L'autopsia, eseguita all'Istituto di medicina legale del Policlinico, avrebbe confermato la presenza di un'infezione da Corynebacterium diphtheriae ormai estesa. Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire il ruolo delle cure e degli interventi invasivi a cui la bambina sarebbe stata sottoposta nei giorni precedenti alla morte.
Nel registro degli indagati sono finiti i genitori, che avevano scelto di non sottoporre la figlia alla vaccinazione per il timore, riferito dagli inquirenti, di possibili conseguenze legate all'autismo. Per la coppia l'ipotesi di reato è omicidio colposo.
L'inchiesta si è successivamente allargata a otto medici dei tre ospedali palermitani che hanno assistito la bambina tra il 13 e il 19 agosto: il Cervello, il Civico e l'Ospedale dei Bambini. I sanitari sono indagati dopo la denuncia presentata dai genitori, che contestano diagnosi iniziali errate e cure ritenute inadeguate.
Gli esami di laboratorio avevano intanto confermato la presenza del batterio responsabile della difterite e del gene della tossina. Saranno ora gli accertamenti della Procura, compresa l'autopsia, a stabilire eventuali responsabilità individuali e a ricostruire l'intera sequenza degli eventi che ha preceduto il decesso.




