Dro, frazione di Pietramurata, provincia di Trento. A febbraio l’associazione culturale Veneto Fronte Skinhead - che quest’anno compie 40 anni - pubblica sui propri canali una locandina in cui reclamizza la nuova edizione della festa del loro sodalizio, che riappare regolarmente ogni cinque anni. Titolo: “Ritorno a Camelot”. Passano i giorni, le settimane e la politica sembra non accorgersi di nulla, ma ad Angelo Bonelli è impossibile fargliela sotto il naso. Il leader maximo verde afferma di aver parlato col prefetto di Trento. Nulla gli sfugge. «Non si tratta - dice - di un evento folkloristico né di libera espressione: è la messa in scena organizzata di un’ideologia che la nostra Costituzione ripudia, e che l’ordinamento sanziona espressamente». Ovviamente il fascismo. Poi cita l’immancabile legge Mancino, parla di «raduno nazista» e chiama in causa il ministro Piantedosi che «ha l’obbligo di intervenire». E così la Cgil raccoglie firme contro la manifestazione, l’Anpi afferma di essere ponta alla protesta e i dem dicono che l’evento è «inaccettabile e spaventoso».
Dopo 40 anni gli antifascisti si sono accorti di “Ritorno a Camelot”, peraltro raccontiamo di una festa per cui il Vfs affitta da un privato i locali in modo da poterla realizzare. «Dal 1991 organizziamo questo evento e non abbiamo mai avuto nessun problema di ordine pubblico. Lo abbiamo fatto anche 2016, con l’allora governo Renzi e nessuno ha avuto nulla da ridire», ci dicono gli organizzatori.
«Rispettiamo le normative e la legalità, ma la sinistra non ha più nulla da dire sul piano dei contenuti e così ci attacca. Anzi fanno illazioni sulla pubblica sicurezza, ma tra le loro fila hanno Ilaria Salis. Se cercano i colpevoli dalla violenza politica in Italia dovrebbero guardarsi in casa». A Dro la gente pare in subbuglio. «Non c’è nessuna preoccupazione, anzi molti residenti del posto ci hanno espresso la loro solidarietà», raccontano ancora i ragazzi del Vfs. La solita litania progressista, insomma. Per realizzare eventi o rassegne devi pensare come loro e mostrare il patentino antifascista. Anche quando la festa è organizzata in un luogo privato...




