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Mare e monti

All’Università di Napoli serviva un archeologo del mare. Hanno chiamato un archeologo della montagna: finisce tutto davanti al Tar
di Lucia Espositogiovedì 3 settembre 2026
Mare e monti

1' di lettura

C’è chi prende fischi per fiaschi e chi scambia gli abissi per le vette. All’Università di Napoli serviva un archeologo del mare. Hanno chiamato un archeologo della montagna. Se un docente ha partecipato a missioni di scavo tra le montagne e non ha mai esplorato i fondali, poco importa: scavando scavando si arriva al mare. Altrimenti, ci pensa l’università a spostare il Mediterraneo sulle Dolomiti.

La geografia non è un’opinione e così è intervenuto il Tar della Campania a sistemare la cartina dell’Ateneo. Ha accolto il ricorso dell’escluso e ha annullato la nomina dell’esperto di ghiacciai. Sembra una gag da corridoio universitario, invece è l’ultimo risultato di un metodo tutto italiano dove perfino la competenza diventa un’opinione. Prima si sceglie il nome gradito, poi si trova il posto in cui piazzarlo.

Stavolta abbiamo toccato il fondo. La lezione accademica che abbiamo appreso da questo scambio tra neve e onde è che per insegnare archeologia del mare non bisogna saper nuotare. Basta conoscere le vette giuste (dell’Università).