«Dovrei lavorare invece di cercare dei fessi da imbrogliare, ma non posso perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro», confessa uno sconsolato Totò in Totòtruffa ’62. Il guaio è che oggi il datore di lavoro può trasformarsi in un truffatore grazie all’algoritmo che gli ruba il numero di telefono. E il dipendente come può mandare al diavolo il boss? È febbraio quando Paolo Molesini, presidente di Fideuram, riceve un whatsApp dal numero del capo Carlo Messina che gli scrive di fare bonifici per un affare all’estero.
Poi arriva la telefonata di un avvocato, la sua voce è perfettamente riprodotta dall’Ai: Molesini ci casca e versa 95 milioni (36 sono da recuperare). Se nella rete finisce un importante banchiere che maneggia miliardi come fossero caramelle, che speranza abbiamo noi? Non dico gli anziani o i creduloni, ma proprio noi che ci riteniamo scaltri assai. Totò, che nei panni del Cav. Uff. Antonio Trevi riuscì a vendere per 500mila lire la Fontana di Trevi a un turista credulone, faceva ridere. Ma ora c’è da tremare. Se vi chiama il capo o perfino il Papa, non eseguite fantozzianamente gli ordini. Dubitate, gente, dubitate.




