«Volareeee oh, oh. Cantare oh, oh. Nel blu dipinto di blu, felice di stare lassùùùù..». Se Silvio Berlusconi sia felice di stare lassù, lui così terreno, così amante della vita, con la voglia di essere riamato da essa, difficile dirlo. Ma siamo certi che di fronte a tutta ’sta polemica della sinistra - con il sindaco di Milano, Beppe Sala, in testa - per l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa al Cavaliere, Silvio si sarebbe messo a ridere (lassù e quaggiù), ghignando sornione, «I soliti comunisti». Perché uno se lo chiede sul serio: ma davvero Berlusconi fa paura anche da morto? L’uomo che ha segnato la storia del Paese degli ultimi 30 anni (anno più, anno meno) può essere davvero considerato divisivo?
Ma veramente? O, forse, nel richiamo alla «coerenza» fatto da Sala (scordandosi della decenza visto che nessuno dell’amministrazione comunale ha presenziato alla cerimonia) c’è soltanto una certa stizza per essere stati sconfitti anche stavolta dal fondatore di Forza Italia? Il passato che li trapassa ancora, insomma. «Volare, oh, oh...». Ma se stiamo al presente siamo certi che, già da oggi, i turisti che arrivano a Milano via Malpensa non vedranno l’ora di farsi la foto davanti alla targa dedicata al Cavaliere. Un po’ come quando i giapponesi chiedono ai tassisti di andare a San Siro per fotografare il Meazza (e lo vogliono tirare giù, mah...). E come fai a spiegarlo ai soliti «comunisti» quanto sia ancora grande il fascino del cavaliere, essendo impegnati a paventare un fascismo che non c’è più. Sempre fuori sincrono, come ieri. «Sento qualcuno lamentarsi della mia assenza all’intitolazione di Malpensa a Berlusconi», dice il sindaco Sala, rispondendo a Matteo Salvini, anche se il leghista non lo aveva citato nel suo intervento, «ma scusate, ho lottato contro questa decisione (l’azione legale è stata cassata dai giudici, ndr), cosa avrei dovuto fare? Nello stesso momento ero, con la fascia di sindaco metropolitano, a inaugurare una piazza, al centro di un nuovo plesso scolastico, a Piersanti Mattarella. Ho preferito essere lì. Capisco che in politica coerenza e schiena dritta non sono caratteristiche normali», chiosa Sala, «però io cerco di essere coerente sempre: la mia opposizione è solo di natura politica».
Dunque Mattarella batte Berlusconi, in un gioco di specchi teso a giustificare l’imbarazzante assenza. Fra la coerenza e la decenza il confine è sottile, sottilissimo diciamo.
TRAVASI DI BILE Tanto che qualcuno preferisce abbracciare l’indecenza. «Silvio Berlusconi è stato condannato in via definitiva per frode fiscale», sostiene il consigliere regionale del Pd della Lombardia, Paolo Romano, «de facto per aver sottratto alle casse dello Stato, cioè a tutte e tutti noi, milioni di euro che avrebbe dovuto versare. Penso che la vergogna di Stato di aver dedicato un aeroporto a Berlusconi sia evidente già solo da questo: chi ha rubato allo Stato senza mai chiedere ufficialmente scusa, non merita nessun tributo». Un travaso di bile di rara intensità. Magari se il Pd avesse la stessa ferocia con tutti gli evasori fiscali saremmo un Paese ricchissimo, invece abbiamo avuto il Reddito di cittadinanza, per dire. «Una pessima idea, faremo di tutto per porre fine a questa presa in giro», rincara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia, Pierfrancesco Majorino, «mi auguro che in futuro la si possa rimuovere». Sì, come no, preparate gli attrezzi. «Majorino se ne faccia una ragione: Silvio Berlusconi è stato uno dei grandi protagonisti della storia di Milano, della Lombardia e dell'Italia. Definire una 'presa in giro' l'intitolazione di Malpensa significa ostinarsi a non voler riconoscere, ancora oggi, ciò che Berlusconi ha rappresentato come imprenditore, uomo delle istituzioni e protagonista della vita politica del nostro Paese», replica Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Fi, «la vera presa in giro è continuare a pensare di poter cancellare, solo per ideologia, un uomo straordinario che è già nei libri di storia». Set, gioco, partita. Volare, oh, oh... L’aeroporto di Milano Malpensa, dunque, è stato intitolato a Silvio Berlusconi.
Fuori dall’area arrivi del terminal 1 dello scalo, in provincia di Varese, si è tenuta la cerimonia con, tra gli altri, il fratello Paolo Berlusconi, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il governatore della Lombardia Attilio Fontana. «Malpensa è un crocevia dove Milano e l’Italia incontrano il mondo. È uno spazio di lavoro e scambi, di partenze e ritorni, un ponte tra Paesi, dove ogni giorno si annullano le distanze e si valicano i confini. Che nome migliore potrebbe avere, un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi?
Un uomo che ha sempre cercato il dialogo con tutti», assicura Marina Berlusconi, primogenita del Cavaliere, in una nota che vale per tutti, nessuno escluso. Volare, oh, oh...




