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Rocco Casalino fa tornare Giannini coi piedi per terra

di Claudio Brigliadorivenerdì 25 settembre 2026
Rocco Casalino fa tornare Giannini coi piedi per terra

2' di lettura

Non nominare Sergio Mattarella invano. Un comandamento che vale solo per chi è di centrodestra, visto che a sinistra richiamarsi al Quirinale sembra tornare buono in ogni occasione. Ne dà una dimostrazione Massimo Giannini, editorialista principe di Repubblica, assai stizzito in studio a DiMartedì, su La7, sul tema delle classi-ghetto.

Giovanni Floris ripropone la dichiarazione di Giorgia Meloni di qualche ora prima: «Quando Mattarella era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe».

Un fatto. Ma Giannini si adombra: «La presidente del Consiglio conferma di mancare di una dote essenziale che servirebbe a chi fa il suo mestiere, quella che si chiama in gergo “la grazia di Stato”. Questa risposta al Presidente della Repubblica - dopo un'iniziativa vergognosa e razzista che lei ha annunciato qualche giorno fa - è impropria sia perché dal punto di vista del metodo fa riferimento a un altro periodo storico quando Mattarella era ministro, parliamo del 1990, sia nel merito, perché ciò che Mattarella diceva all'epoca aveva a che fare col sostegno e l’assistenza di ragazzi arrivati qua ed erano ancora pochi. Quello che invece ha detto lei è razzismo allo stato puro, consumato sulla pelle dei bambini e per fortuna che il Presidente della Repubblica le ha fatto il contrappunto".

«Ci stiamo avvicinando a un evidente conflitto istituzionale - aggiunge - che precipiterà sulla legge elettorale. Ove mai questo governo tenterà la forzatura a metà ottobre su quella legge che le serve o per perdere meno le elezioni o non farle vincere alle opposizioni, quel testo arriverà sul tavolo di Mattarella e poiché è palesemente incostituzionale su più punti, questo è un modo per tenere sotto pressione il Capo dello Stato».

A riportarlo coi piedi sulla terra ci pensa Rocco Casalino, ex portavoce di Giuseppe Conte. Non certo un simpatizzante della premier, insomma. «Credo però che sbagli anche la sinistra. Alcune tematiche sono reali e anche la sinistra deve farci i conti. Che ci sia anche un problema nelle scuole per quello che riguarda le percentuali tra stranieri e giovani è un problema reale. Ci sono vari programmi televisivi che fanno i vari servizi, ma molte famiglie ritrovano questo problema». Farne una questione ideologica non serve, Colle o non Colle. 

Casalino contro Giannini: guarda qui il video di DiMartedì su La7