Vandali e incivili che infestano le grandi città, a discapito dei cittadini onesti. Succede ovunque e Milano non è esente da episodi squalificanti. A denunciare il tutto è Silvia Sardone, ufficialmente indicata dalla Lega come candidata sindaca di Milano per le Comunali 2027, che mostra un video in cui un maranza addirittura la provoca entrando in metropolitana senza pagare il biglietto e vantandosene. Sul video compare un’etichetta inequivocabile: “Silvia Sardone guarda come pago il biglietto! Ricchi di me*a, col ca*o che lo pago!”.
È un triste trend che riprende la provocazione subita dalla Sardone già da un altro content creator di Torino, in quel caso Ilyas Maluma, amico di Don Alì, il capo dei maranza arrestato dalla Squadra Mobile torinese lo scorso novembre per atti persecutori nei confronti di un maestro elementare nel quartiere di Barriera di Milano. Anche in quel caso Maluma entra in metro senza pagare e provoca: “Silvia Sardone guarda, qui in Italia noi maranza non paghiamo il biglietto. Guarda come entriamo”. La candidata alle prossime comunali di Milano non ci sta e protesta, pubblicando il video e commentando: “A Milano ormai sta diventando abitudine non pagare il biglietto. Ovviamente il Pd che amministra la città se ne frega, con tanti saluti ai cittadini perbene che invece pagano biglietti e abbonamenti”. Subito valanghe di commenti di sostegno, per un problema che i cittadini sentono concreto.
C’è, infatti, chi scrive: “Visto che ci sono le telecamere lo prendete e rimandate a casa sua”. Un altro utente, invece, commenta: “Il biglietto glielo paghiamo noi, queste le tasse che ci mette il PD”. Un altro, infine, spiega come funziona altrove: “Prova in India... C'è anche uno dietro uno scudo blindato. E il biglietto si deve presentare all'ingresso e all'uscita. Se tardi paghi anche il supplemento!”. L’indignazione monta forte e un ultimo utente accusa la sinistra: “Sono dell’idea che questi video vadano diffusi, eccome. Non perché alimentino odio o razzismo, ma perché, più che danneggiare chi li pubblica, finiscono per mostrare da soli il livello di una certa opposizione italiana. Quindi, mi raccomando: continuate a pubblicare, condividere e ripubblicare. A forza di mostrarvi, potreste riuscire nell’impresa di spiegare agli italiani molto più di quanto potrebbero fare mille campagne elettorali”.




