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"Lo dissi a Garofano? Presumo di sì": Garlasco, qui viene giù tutto

di Roberto Tortoramercoledì 30 settembre 2026
"Lo dissi a Garofano? Presumo di sì": Garlasco, qui viene giù tutto

2' di lettura

Una conferma e due smentite: risultati opposti nella sequenza dei test sul Dna di Chiara Poggi, individuato sul pedale della bicicletta di Alberto Stasi ed emersa dai verbali dei testimoni sentiti dagli inquirenti a distanza di 19 anni. L'allora capitano del Ris, Alberto Marino, ricorda il primo esito positivo, ottenuto il 19 settembre 2007, ma non ricorda invece con precisione i due successivi risultati negativi. Marco Pizzamiglio, all'epoca vice di Luciano Garofano, racconta: "Mi ricordo che un giorno, in corridoio, era contento per un esito, che poi mi avevano detto che era quello lì, quello dei pedali, che avevano trovato il sangue nella fessura verticale dei pedali".

Marino, invece, davanti al pm Stefano Civardi, spiega: "Tutti gli accertamenti li ho svolti io". Ma sul profilo di Chiara ottenuto dal campione "bu_p" precisa: "Non ce l’ho". Il risultato positivo lo aveva sorpreso: "È saltato fuori questo risultato bellissimo: prima era zero, adesso cento. Quindi mi ha sorpreso". Per questo, spiega, "abbiamo cercato di replicare l’esito e di approfondire la cosa. Quindi, non è che ho ottenuto quel profilo e tanti saluti". Le verifiche successive non confermarono però il primo risultato. "La cosa che mi ha sorpreso dopo è che non si sia riusciti invece a replicare l’esito", dice Marino. Il capitano ritiene inoltre di avere informato Garofano: "Sicuramente avrò informato il comandante". Quando gli viene chiesto se ne avesse parlato con lui, risponde: "Presumo di sì". Poi ammette: "La verità è che probabilmente a questi due risultati negativi non è stato dato un peso che forse meritavano".

Garofano, sentito due settimane dopo, afferma di non avere "alcun ricordo preciso", ma conferma: "In quanto comandante del Ris, il capitano Marino mi ha sicuramente informato". Sui tracciati dei pedali aggiunge: "Sicuramente me li ha fatti vedere, sicuramente li ho visti". In serata, ospite di "Porta a Porta", è netto: "Escludo categoricamente che ci fosse un dato che poteva negare la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali". Anche Giorgio Portera e Alessandro Coli ricordano anomalie negli accertamenti. Coli parla della "stranezza di alcuni accertamenti sui pedali": "Dopo aver ottenuto un risultato positivo, tutte le volte in cui era ritornato sui pedali non aveva ottenuto nulla".