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Garlasco, la valutazione su Stasi mai autorizzata: "Calcolatore, mancanza assoluta di emozioni"

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lunedì 5 ottobre 2026
Garlasco, la valutazione su Stasi mai autorizzata: "Calcolatore, mancanza assoluta di emozioni"

2' di lettura

"Freddezza", "calcolatore", "manipolatore": spunta oggi un sintetico profilo personologico di Alberto Stasi, unico condannato per il delitto di Garlasco. Si tratta di un documento di 13 pagine, senza data né firma autografa, ma scritto su carta intestata di una nota psicologa e criminologa, la dottoressa Alessandra Bramante, di recente consulente della difesa di Alessia Pifferi, condannata a Milano per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana. Tra i 17 punti elencati dalla professionista, si legge anche "mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)", "molto centrato su di sé", "tendenza narcisistica", "molto contenuto", "tendenza al controllo anzi all'ipercontrollo".

Descrivendo le risposte agli inquirenti, invece, i giudizi appaiono più articolati: "troppe contraddizioni e 'parole mangiate' su dati forniti come certezze"; "alcune frasi sono riportate in modo meccanico come se fossero state imparate a memoria"; "non cede mai ma riesce sempre a ribattere pur arrampicandosi sugli specchi", e infine "indifferenza estrema nei confronti della vittima come se neppure la conoscesse". Questa "valutazione psicologica", però, come fa notare Repubblica, non avrebbe nessuna base giuridica, visto che non è mai stata delegata dalla pm di allora né depositata in nessuno dei procedimenti sul delitto di Garlasco. La relazione sarebbe stata appena ripescata dai faldoni del Ris di Parma sul caso, dopo che a chiederli, con ordine di esibizione, era stato il Procuratore aggiunto Stefano Civardi lo scorso 10 settembre. I faldoni sono poi stati acquisiti in archivio il giorno dopo dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e depositati a Pavia il 14.

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Non è chiaro nemmeno quando i Ris avrebbero chiesto quel profilo, visto che non risulterebbe accompagnato da mail di richiesta o risposta. Per quanto riguarda i materiali su cui la dottoressa avrebbe lavorato, si ipotizza siano tre dei primi quattro verbali di Stasi: quelli del 13 agosto pomeriggio e 17 agosto pomeriggio e la presentazione spontanea del 22 agosto quando il fidanzato della vittima era già indagato. Nella valutazione, inoltre, non dovrebbero essere compresi gli audio di quei confronti. La criminologa ha precisato infatti che si tratta di "pensieri ed impressioni (basati ovviamente sulle carte)". Quasi sicuramente, però, avrebbe letto o sentito la chiamata di Stasi al 118 dopo la scoperta del corpo nella villetta di via Pascoli. "Chiara non è mai pensata", si legge al punto 11, "come se non fosse mai stata la sua fidanzata (tanto che dice ai soccorritori che c'è una ragazza morta)". 

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