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Genova, storia torbida e proibita: "Com'è morto mio marito nel cinema a luci rosse"

martedì 6 ottobre 2026
Genova, storia torbida e proibita: "Com'è morto mio marito nel cinema a luci rosse"

2' di lettura

Storie torbide e proibite, di provincia e non. Arriva da Genova l'ultima sconvolgente confessione privata: è quella di una ascoltatrice di I Lunatici, programma di Radio 2 Rai. La signora, tal Claudia, racconta il dramma che le ha sconvolto la vita: la scomparsa del marito.

Un evento luttuoso che ha scoperchiato una realtà conturbante. "Mio marito è morto d'infarto a cento metri dall'entrata di un cinema porno", spiega Claudia in diretta. Uno choc, ma è solo l'inizio: "Ci andava e si travestiva da donna. Il cassiere mi ha raccontato che teneva tutti i vestiti lì dentro. Siamo stati insieme per trentasei anni. Bene i primi dieci, poi...". 

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Al microfono i conduttori Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio ascoltano in silenzio il racconto della loro ascoltatrice. Dopo i primi 10 anni di matrimonio "ci sono stati un sacco di problemi. Lui stava da solo, non mi veniva vicino, pensavo fosse depresso. Invece no. Ho scoperto in casa delle scarpe con un tacco a spillo e neanche per un attimo ho pensato potessero essere di una donna, ma ho capito che se le metteva lui".

Nessuna amante, insomma. Il marito "si travestiva da donna e usciva. Aveva un fidanzato che ogni tanto lo ospitava. Quando gliel'ho detto mi ha spiegato tutto, gli ho fatto tante domande, per un periodo di quattro mesi ci siamo riavvicinati, ho cercato di ingoiare il rospo e di andare avanti. Poi le cose sono di nuovo precipitate. Ha cominciato a frequentare un cinema porno due volte a settimana, dove si travestiva da donna".

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Una seconda vita emersa dal buio e in grado di fagocitare la "prima", quella che per molti anni è stata la vita più "rispettabile" e ufficiale. Alla casa, il marito preferiva la trasgressione di un cinema a luci rosse. "Quel giorno è arrivato nel cinema che non si sentiva già bene - ricorda ancora Claudia -, per fortuna non si è cambiato per questo, altrimenti l'ambulanza lo avrebbe recuperato vestito da donna. Nel cinema si travestiva e il cassiere gli teneva i vestiti. Aveva due borse lì dentro, una con l'abbigliamento invernale e una con quelli estivi. Mio marito è morto nel 2023. Sto ancora a pezzi, non mi riprendo. A volte mi manca come l'aria da respirare. Mi chiedo se mi abbia almeno amata un po' quando era in vita".