Un "Agrisex" a Macerata. I carabinieri hanno chiuso un locale di scambisti nel marchigiano. Il motivo? Gravi carenze igienico-sanitarie e violazioni sulla sicurezza. E il gestore del locale è stato multato per 20mila euro. Nel mirino degli ispettori è finito l'agriturismo "per coppie e single dalla mentalità trasgressiva". Allo stesso tempo sono state identificate 27 persone che erano presenti in quel momento all’interno della struttura.
Da lunedì 22 giugno era scattata la sospensione dell'attività dopo un blitz dei carabinieri. "Quella sera abbiamo visto dalle telecamere l’arrivo dei carabinieri, e dato che non abbiamo nulla da nascondere sono stati immediatamente aperti i cancelli – aveva spiegato il titolare dell'esercizio al Resto del Carlino –. Ma ci è sembrato più che altro un blitz e sono stati interrogati i nostri soci. In particolare, i carabinieri volevano della documentazione e abbiamo chiesto tempo fino a lunedì per poterla consegnare. Cosa che abbiamo poi fatto. Ci hanno contestato la mancanza del documento di valutazione dei rischi – aveva sottolineato ancora -, che è obbligatorio solamente quando si hanno dei dipendenti. Ma il punto è questo: qui ci sono solo soci collaboratori e volontari, perciò non è documento necessario".
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«Io sarò vecchio e moralista ma non considero normale tutto ciò: non considero normale il chiavage, ...E ancora: "Ancora non sappiamo per quanto dovremo stare chiusi, ma appena possibile riapriremo anche perché, secondo i nostri legali, la sospensione non doveva esserci – aveva evidenziato il titolare -. Deve essere chiaro che qui non si paga per prestazioni sessuali, ma anzi uno viene qui se ha la stessa mentalità degli altri partecipanti. E’ un posto per socializzare e ci sono diverse aree: si può sentire musica, bere un drink, chiacchierare, andare in piscina o anche spogliarsi. Qui vengono persone da ogni angolo d’Italia, come Roma, Milano, Forlì, e devono essere maggiorenni e tesserate. Abbiamo sentito falsità e subito un grosso danno di immagine, quindi stiamo pensando di adire le vie legali per tutelarci".




