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Da Bologna a Modena e Torino: vergogna, festeggiano il 7 ottobre

di Tommaso Montesanogiovedì 8 ottobre 2026
Da Bologna a Modena e Torino: vergogna, festeggiano il 7 ottobre

3' di lettura

Ieri è stato solo l’antipasto: saranno oltre cinquanta, dopodomani, le piazze convocate «per la Palestina. Per onorare gli oltre 70mila martiri di Gaza e i suoi combattenti, per tutta la Palestina che da oltre un secolo resiste al progetto coloniale sionista». Il 7 Ottobre, del resto, per i Giovani palestinesi «non è una ricorrenza. Ora e sempre resistenza». In attesa della «mobilitazione nazionale», che sabato pomeriggio vedrà nell’appuntamento romano al Colosseo il punto di ritrovo principale, ieri il popolo Pro-Pal ha comunque scaldato i motori celebrando, nel terzo anniversario delle stragi in Israele, «la resistenza contro il colonialismo imperialista». Che, naturalmente, «non è terrorismo». I Giovani palestinesi, dopo il divieto delle questure di Lecco e Bergamo alle manifestazioni inizialmente programmate per ieri, hanno ripiegato per una conferenza stampa e un “volantinaggio informativo”, dando appuntamento a sabato.

L’UOMO DEL FPLP
Qualcosa si è mosso lo stesso, invece, a Torino, Bologna e Modena. Nel capoluogo piemontese, “Torino per Gaza” ha organizzato al campus “Luigi Einaudi” una tavola rotonda dal titolo inequivocabile: “78 anni di resistenza. A tre anni dal 7 Ottobre, la fine del genocidio è la fine del sionismo”. Ospite d’onore: Mariam Abu Daqqa, componente del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). Anche loro parteciperanno alla mobilitazione nazionale di sabato, guidando la manifestazione che a Torino partirà da piazza Castello nel nome della «Palestina libera, dal fiume al mare». E quindi senza lo Stato di Israele. Ieri pomeriggio a dare manforte a “Torino per Gaza” sono stati i Giovani democratici del Pd della federazione metropolitana di Torino. Collegati con Mattino 5, i leader Emanuele Rampulla e Paula Voerzio hanno spiegato i motivi dell’adesione. In tre anni, dal 7 Ottobre, «bambini e bambine sono morti sotto le bombe di un governo criminale. Aderiamo alla manifestazione del 10 ottobre, in sostegno a “Torino per Gaza”».

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Voerzio ha aggiunto che «il problema del 7 Ottobre è strumentalizzare questa giornata per dimenticarci dei tre anni di genocidio». Anche lei ha poi rimandato all’iniziativa del 10: «Quello di oggi (ieri, ndr) è un dibattito di confronto; la manifestazione effettiva... noi scenderemo in piazza, sabato». A Bologna ad alzare la tensione sono stati gli studenti di Cambiare Rotta, che per “proteggere” un dibattito organizzato dai Giovani palestinesi sulla «resistenza dalla grande rivolta araba al 7 Ottobre» convocato all’università - con tanto di proiezione del film “Palestina 36” - hanno letteralmente messo le tende davanti all’ingresso e nel cortile del complesso universitario. «La resistenza contro il colonialismo imperialista non è terrorismo», il leitmotiv. Al megafono, gli attivisti di Cambiare Rotta urlano slogan come “Palestina libera!”; “Fuori il sionismo dall’università!”; “Fuori Israele dall’università!”. L’evento è stato annunciato dai Giovani palestinesi sui social inneggiando alla lotta «contro l’occupazione coloniale. Il 7 ottobre 2023 è un esempio, e un passaggio, di una lotta iniziata novant’anni fa e che andrà avanti fino alla liberazione dal fiume al mare». Ovvero fino alla cancellazione dello Stato di Israele.

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LA DENUNCIA
Da Modena è arrivata la denuncia Carlo Giovanardi. L’ex ministro ha sottolineato come nella sua città ieri in piazza Grande si siano viste «bandiere palestinesi in una vergognosa manifestazione» in cui si è accusato «falsamente Israele di genocidio». Il tutto senza alcun «messaggio di solidarietà» da parte delle «istituzioni alla locale Comunità ebraica». Un clima, ha lanciato l’allarme Giovanardi, che «richiama purtroppo alla mente i tempi bui della propaganda nazista contro gli ebrei».