"Ho salvato un carabiniere". Si difende così il militante di Askatasuna durante il maxi-processo nel quale deve rispondere all'accusa di associazione per delinquere. "Non esiste una regia di Askatasuna" negli scontri di piazza, e all'interno del centro sociale "non esiste un organigramma e non esistono sottogruppi". Andrea Bonadonna ribadisce che "la nostra non è una storia di violenza". Per lui le iniziative e le attività sociali sono "del tutto lecite e pacifiche". Quindi, rivolgendosi direttamente ai pg Manuela Pedrotta e Giancarlo Avenati Bassi, ha detto: "ricordatevi che sono stato io ad avere riconsegnato un poliziotto (in realtà un carabiniere - ndr)".
Askatasuna, martellate ai poliziotti: chi hanno arrestato
C'è anche l'accusa di tentato omicidio tra i reati per i quali la procura di Torino ha chiesto 19 misure ...Il riferimento è a quanto avvenuto il 3 luglio 2011 nei boschi di Giaglione, in Valle di Susa, durante un attacco dei No Tav alle recinzioni che delimitavano l'area del futuro cantiere di un tunnel. In quel caso un carabiniere rimasto isolato nel corso di una carica venne circondato e trattenuto dai dimostranti; il suo rilascio arrivò dopo una lunga opera di mediazione.
"Fu - ha detto Bonadonna - una mia iniziativa. Fui io a contattare un ispettore della Digos per informarlo. Qualcuno pensava che gli attacchi dovessero continuare, io invece pensai che non dovesse finire in tragedia. E fui io a riaccompagnarlo indietro". Nel corso dell'interrogatorio i giudici della Corte hanno però più volte invitato i due magistrati e l'imputato a "non fare polemiche". E come lui anche Dana Lauriola, storica attivista dell'ex centro sociale torinese, ha difeso Askatasuna definendolo "lo spauracchio perfetto, il nemico perfetto".




