Il bollettino che arriva dall’istituto Boselli di Torino, dopo l’occupazione-devastazione di martedì orchestrata da una quarantina di vandali travestiti da studenti, è da mettersi le mani nei capelli: infissi del primo piano divelti, porte antipanico danneggiate, estintori svuotati sui muri, banchi e sedie accatastati a mo’ di barricate, pure davanti a un’uscita di emergenza, sette computer distrutti. Danni che le prime stime quantificano in «alcune migliaia di euro». Inutile dire che la scuola, messa così, sia inagibile. Un ventenne lì iscritto, dunque pluri-bocciato, dopo esser stato fermato e portato in caserma dai carabinieri si è beccato una denuncia per invasione di edifici, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Un ragazzo a cui l’istruzione e i suoi luoghi stanno molto a cuore, non c’è che dire.
In un Paese normale chiunque, nessuno escluso, applaudirebbe l’intervento delle forze dell’ordine per fermare una scontata mattanza e pure l’allarme lanciato dalla dirigente scolastica, che in quanto responsabile della sua scuola ha giustamente (e ovviamente) chiamato i carabinieri. Invece no, siamo in Italia, dove esistono partiti che fanno trasformano pregiudicati in europarlamentari, e dunque tutto è possibile. «Grave a Torino», sentenzia Ilaria Salis, già condannata per occupazione abusiva e resistenza a pubblico ufficiale. «Non condivido la decisione della dirigenza scolastica di sollecitare l’intervento della forza pubblica.
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Le sane abitudini non si dimenticano mai e dove ci sono casini si infila Greta Thunberg. L’attivista svedese ha tr...Le rivendicazioni degli studenti meritano ascolto, dialogo e persino supporto. Non repressione. Tantomeno all’interno delle scuole». Non importa se dentro il Boselli si sia scatenata una sorta di guerriglia: distruggere per il gusto di farlo, ammantando il tutto con la solita retorica da centro sociale. E cos’altro avrebbe dovuto fare la preside? Affrontare lei a mani nude quell’orda di facinorosi intenzionati a mettere a soqquadro l’edificio?
«Evviva gli studenti e le studentesse ribelli, che non si rassegnano e lottano con coraggio per cambiare il mondo ingiusto che le generazioni adulte hanno lasciato loro. Siete la meglio gioventù!», la celebrazione di Santa Ilaria, Patrona delle occupazioni abusive. Curioso, comunque, che chi protesta contro gli istituti fatiscenti è poi il primo a devastarli. Ma con certi soggetti farsi delle domande è utile come mettersi la protezione 10 nel deserto del Sahara.
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Nuovo capitolo nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte lo scorso Natale do...Andiamo oltre. «Credo che questa protesta vada capita, vada interpretata, perché è una richiesta di attenzione rispetto al tema della scuola pubblica». Sapete di chi è questo virgolettato? No, non c’entrano né Salis né Askatasuna - al cui corteo pro-Pal di sabato scorso che è andato allo scontro coi poliziotti era presente anche lo studente denunciato di cui sopra -, bensì il sindaco di Torino, il piddino Stefano Lo Russo, che proprio non riesce a recidere completamente il filo rosso che lo lega alla galassia antagonista che tiene sotto scacco la sua città. Avviso ai compagni: la scuola non è un porto franco dove è concesso spaccare tutto solo perché si è giovani. La presenza di polizia e carabinieri tra i banchi, così come nelle strade, è doverosa laddove c’è qualcuno che delinque. Solo i compagni possono indignarsi...




