Libero logo

Maranza a Milano, due milioni di danni: il conto a chi lo diamo?

Salvini: "Subito la legge sulla cauzione per chi organizza i cortei". Meloni convoca a Palazzo Chigi un vertice sulla sicurezza: "Valuteremo nuovi strumenti". E Tajani chiede un Cdm in città
di Enrico Paolilunedì 19 ottobre 2026
Maranza a Milano, due milioni di danni: il conto a chi lo diamo?

4' di lettura

Negozi saccheggiati, auto vandalizzate, vetrine spaccate, i pali dei cartelli stradali utilizzati come lance. E poi cassonetti incendiati e bidoni dell’immondizia lanciati contro le forze dell’ordine. Senza dimenticare i sampietrini e i pezzi di pavé usati come proiettili. Ma anche le ore di lavoro perso da chi non ha potuto raggiungere il proprio posto di lavoro, con gli esercenti e i commessi costretti ad asserragliarsi nei negozi per difendere se stessi e la merce. E che dire dei turisti sorpresi e impauriti da tanta violenza? Anche loro vittime di una follia senza senso, di una guerriglia urbana fatta solo per fare danni, senza una reale motivazione, ammesso vi sia mai un motivo per devastare una città.

C’è tutto questo, ma non solo, nel conto dei danni provocati dagli sfascisti di sinistra, con dentro i maranza guidati dai professionisti delle violenze di piazza che hanno messo a ferro e fuoco le città italiane. Il punto massimo a Milano, colpita al cuore e stuprata nella sua stessa essenza di città europea, aperta al nuovo, diventata l’epicentro dell’ondata di violenza che dalla Francia è arrivata in Italia. Secondo le prime stime si parla di almeno due milioni di euro di danni, la metà nel capoluogo lombardo, anche se per la cifra esatta occorre attendere il bilancio degli scontri di ieri. E, come è facile intuire, i due milioni saranno ampiamente superati. In Francia, tanto per avere un ordine di grandezza, circa 1.500 negozi e esercizi commerciali hanno subito danni durante le proteste e molti di essi sono stati saccheggiati. Il costo per le attività ammonterà a «diverse centinaia di milioni di euro». Drammatico, quanto assurdo.

I SINDACATI DI POLIZIA

Ma ancor più assurdo è un altro aspetto: chi pagherà per tutto questo? A chi verrà presentato il conto? Con le norme vigenti a nessuno. E proprio per questa ragione il leader della Lega, Matteo Salvini, rilancia la proposta di trasformare in legge il proverbio “chi rompe paga”. «Non abbiamo visto manifestazioni di studenti. Abbiamo visto in azione criminali senza valori, senza ideali, senza appartenenze e da tali vanno trattati», sottolinea il vicepremier, rilanciando la proposta targata Lega, «una norma di buonsenso che da tempo stiamo proponendo a tutte le forze parlamentari: “chi rompe paga”, ossia chiunque organizzi una manifestazione, un corteo deve dare una cauzione, firmare con nome e cognome e, in caso di danni pubblici o privati, ne paga personalmente le conseguenze. È ora di approvarla», rimarca Salvini, «la ripresenteremo ancora questa settimana. In passato, sia le opposizioni che altri, dissero che il provvedimento era eccessivo. Mi sembra che le scene di questi giorni, chiosa il leader della Lega, «meritino che chi è complice di questa devastazione ne paghi personalmente le conseguenze».

Quanto alle forze dell’ordine «bisogna dare alle loro maggiore libertà d’azione», chiosa il ministro. «C’è stato un salto di qualità nella violenza di piazza e la risposta dello Stato deve essere adeguata: servono protezioni migliori e una revisione delle regole d’ingaggio», gli fa eco Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. Servono «interventi normativi e politici risolutivi per fermare questa pericolosa spirale», rincara Felice Romano, segretario generale del Siulp. E di questo se ne occuperà oggi la riunione urgente convocata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incentrata sul tema dell’ordine pubblico, per «fare il punto sulla situazione e valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ieri ha tenuto una riunione con il capo della polizia e i massimi dirigenti del Viminale per fare il punto della situazione.

Collegato da remoto anche il questore di Milano, Bruno Megale, a cui il ministro ha fatto pervenire la gratitudine nei confronti degli uomini e delle donne in divisa. Forza Italia, dal canto suo, chiederà l’invio immediato di nuovi operatori delle forze dell’ordine e militari, dotando gli agenti degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all’arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e accelerare l’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni. Fi suggerisce anche la convocazione del Consiglio dei ministri a Milano, «quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza ai cittadini e agli esercenti danneggiati», come sottolinea il segretario nazionale, Antonio Tajani. E oggi, sempre a Milano, il centrodestra scende in strada «per dare un segnale forte, unito e concreto di vicinanza a chi ha subito la violenza di criminali e antagonisti».

Che vi sia la necessità di metter mano alla questione dell’ordine pubblico, in modo da prevenire l’effetto dell’onda lunga di violenza partita dal Nord Europa (la Francia in particolare), non lo invoca solo la conta dei danni, quanto il numero dei fermati e degli arrestati. Sabato si sono stati 28 arresti, 43 denunce e 197 identificati tra cui minori e stranieri. Ieri più di 200 soggetti sono stati portati in questura, a Milano, per essere identificati, oltre l’80% sono minori. Segno evidente di come i professionisti della guerriglia urbana usino le nuove leve per creare la tensione nelle città. Una tensione da spezzare, prima che il livello dello scontro salga ulteriormente.