"Finché le cose non cambiano saranno così o peggio". E meno male che dovevano essere proteste pacifiche. Questa frase è stata pronunciata da un piccolo maranza, uno dei quattro giovani intervistati dalla Stampa all'uscita dalla Questura. I ragazzini sono stati fermati e denunciati dopo gli scontri che hanno messo a ferro e fuoco la città di Milano lo scorso fine settimana. A quel punto, il giornalista ha chiesto loro se torneranno in piazza il prossimo weekend.
E loro, senza alcuna esitazione, hanno confermato tutto: "Assolutamente sì, non importano le conseguenze. Noi andiamo per fare del bene, per farci sentire - hanno detto i ragazzi, che poi hanno precisato -. Dopo come siamo stati trattati noi stasera, ancora di più con la rabbia". Stando al loro punto di vista, le cose potrebbero persino peggiorare: "Sì, finché le cose non cambiano saranno così o peggio". Una minaccia, neanche troppo velata.
"Te la spaccherei io la testa", la rabbia dei genitori in Questura
«Ero contento se ti avessero spaccato la testa, guarda. Te la spaccherei io». Così uno dei papà..."Noi abbiamo fame, vogliamo svoltare la nostra vita e non riusciamo con le carte che abbiamo. Lo Stato dovrebbe agevolarci, darci una mano - ha provato a spiegare le sue ragioni un altro dei fermati -. Ed è per questo che ci andiamo in piazza a fare casino". Il tutto, come nota il sito di Nicola Porro, indossando un giubbino Armani da 180 euro di listino. Non proprio il simbolo di chi cerca di tirare la cinghia per provare a campare.




