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La sfida di Caivano che può diventare esempio virtuoso

Presso l’Aula magna dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, quindi, l’occasione di dibattere e discutere attorno a quello che è stato fatto, e che viene fatto quotidianamente
di Lorenzo Cafarchiomercoledì 21 ottobre 2026
La sfida di Caivano che può diventare esempio virtuoso

2' di lettura

L’Università degli Studi Niccolò Cusano, ieri, in occasione del convegno “La sfida di Caivano. Un esempio virtuoso” ha ragionato su temi come la centralità della persona, la scuola e gli studenti. Presso l’Aula magna dell’Ateneo, quindi, l’occasione di dibattere e discutere attorno a quello che è stato fatto, e che viene fatto quotidianamente, intorno a Caivano. Presenti alla rassegna la dirigente scolastica dell’istituto Morano proprio della città campana Eugenia Carfora, il maresciallo capo della stazione dei carabinieri di Caivano Carlo Menzulli, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, la professoressa di psicologia generale all’Università degli studi La Sapienza Anna Maria Giannini, il magistrato Valerio de Gioia, la psicologa Cecilia Iannaco e come moderatrice la giornalista del Tg2 Adriana Pannitteri.

La dirigente scolastica, Eugenia Carfora, ha ribadito come a «scuola si deve apprendere e si può fare la differenza, il cambiamento è possibile. Molti ragazzi sono veramente qualcosa di prezioso e io ci voglio essere per loro. La scuola non può fallire, è bellezza, cultura e i ragazzi se crescono nella scuola avranno un futuro migliore. Io non mi fermo ci sono problemi a scuola ma dobbiamo risolverli andando avanti, altrimenti la scuola si ferma ed è soltanto un pronto soccorso.
Io voglio fare qualcosa di speciale».

Nel corso dei saluti istituzionali effettuati dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, Fabio Fortuna, e dal vicepresidente del Cda dell’Unicusano, Stefano Ranucci, è stato quest’ultimo a ribadire come: «So quanto la preside Carfora ha sacrificato per dedicarsi al recupero di studenti e dei giovani che sono il nostro futuro. Caivano dev’essere sdoganato come modello, le idee devono essere trasferite dalla testa alla carta per dei cambiamenti concreti.
È fondamentale - prosegue - che gli studenti abbiano la possibilità di raggiungere gli stessi obiettivi che hanno gli altri ragazzi, l’integrazione deve essere una parola da tenere sempre in alta considerazione mettendo i ragazzi nella condizione di raggiungere i loro obiettivi di formazione. La sfida della scuola è quella di far crescere i giovani».