Un attentato incendiario nel cuore della notte contro la casa di Adriano Cappellari, cronista vicentino di 20 anni che da tempo si occupa di Caivano, il comune in provincia di Napoli al centro di un progetto di riqualificazione promosso dal governo Meloni, e delle attività di don Maurizio Patricello, simbolo positivo di Caivano.
L'episodio si è verificato poco dopo la mezzanotte a Enego, nel Vicentino. Ignoti hanno lanciato più molotov contro l'abitazione del giornalista, lasciando inoltre alcune bombole di gas nei pressi della casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Enego e i vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a disinnescare alcune bombolette rimaste inesplose. Le indagini sono in corso per individuare gli autori dell'attentato.
Per Cappellari non si tratta del primo episodio intimidatorio. Già nel novembre del 2025 il cronista, collaboratore del quindicinale L'Altopiano e del Giornale di Vicenza, aveva ricevuto una lettera anonima con delle minacce, allegata a una copia di un suo articolo dedicato a un precedente atto intimidatorio contro don Patricello. Nonostante le minacce, Cappellari aveva deciso di proseguire il proprio lavoro di racconto e denuncia. A febbraio scorso una seconda missiva minatoria era stata recapitata alla redazione del giornale: "Se non fate tacere Cappellari, lo faremo noi", il messaggio contenuto nella lettera.
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Non ci sono solo Venezia o Reggio Calabria al voto per le elezioni comunali. E i veleni scorrono soprattutto nei seggi d...L'attentato ha suscitato immediate reazioni dal mondo politico e istituzionale. Tra le prime a intervenire ecco il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso "tutta la vicinanza" al cronista, definendo l'accaduto "un gravissimo attentato incendiario". La premier ha sottolineato come colpire un giornalista impegnato a raccontare realtà difficili e il lavoro di figure simbolo della legalità rappresenti "un attacco inaccettabile alla libertà di stampa e di informazione". Meloni si è detta convinta che Cappellari non si lascerà intimidire e ha elogiato il coraggio dei giovani cronisti che scelgono di denunciare ciò che non funziona per contribuire al cambiamento della società.
Parole di solidarietà sono arrivate anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha parlato di "grave e vile atto intimidatorio". Secondo la seconda carica dello Stato, colpire un giornalista per il lavoro che svolge significa colpire uno dei presìdi fondamentali della democrazia, la libertà di informazione".
Ferma condanna anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito l'episodio un attacco non soltanto a un singolo cronista ma al diritto dei cittadini a essere informati. Il ministro ha espresso vicinanza anche a don Maurizio Patricello e alla stessa presidente Meloni, anch'essi destinatari di minacce, ribadendo che lo Stato non può arretrare di fronte a chi tenta di imporre paura e violenza.
Sulla vicenda è intervenuto inoltre il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, che ha definito "intollerabile" ogni forma di intimidazione nei confronti di un giornalista per le proprie inchieste e opinioni. Zanettin ha espresso fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine affinché vengano rapidamente individuati i responsabili.
A prendere posizione è stato anche l'Ordine dei giornalisti del Veneto, che ha evidenziato come il nuovo attentato confermi che non esistono territori immuni dalla violenza e che la lotta contro la criminalità organizzata non conosce confini geografici. L'Ordine ha rinnovato la propria solidarietà a Cappellari, sottolineando come il giovane cronista sia da tempo nel mirino di ignoti e come le minacce siano rivolte anche a chi, come don Patriciello, lavora quotidianamente per il riscatto sociale delle comunità segnate dall'illegalità.
L'episodio riaccende così i riflettori sulla sicurezza dei giornalisti impegnati a raccontare contesti difficili e sulla necessità di garantire piena tutela a chi svolge il proprio lavoro di informazione e denuncia sul territorio.




