Nella celebre tela Giuditta e Oloferne, Caravaggio nasconde una spietata vendetta personale dietro il racconto biblico. Usando come modella la cortigiana Fillide Melandroni, che lo aveva rifiutato, e prestando i tratti del rivale Mariano Pasqualone al generale decapitato, il Merisi trasforma il pennello in un'arma per immortalare il suo riscatto. Il commento di Tommaso Lorenzini



