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Dario Fo, lo sfregio della sinistra alla sua memoria: un caso a Milano

di Giorgia Petanimartedì 24 marzo 2026
Dario Fo, lo sfregio della sinistra alla sua memoria: un caso a Milano

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Erano state presentate con molto entusiasmo le «molteplici iniziative» organizzate dal Comune di Milano per ricordare il pre ha dato tanto e proprio per questo l’amministrazione aveva pensato a una serie di eventi a lui dedicati, ma a ridimensionare l’assessore Sacchi è stata la nipote del regista che, attraverso una lunga lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica, ha voluto restituire una realtà diversa di come siano andati gli aspetti organizzativi. Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo-Rame, sottolinea come il Comune «poteva fare di più» per ricordare la nota coppia di artisti. La città di Milano ha deciso di ricordarlo con una targa commemorativa che verrà posata presso l’abitazione di Corso di Porta Romana 132, dove ha vissuto anni d’amore con la moglie Franca Rame. Una decisione che la giunta ha preso la scorsa settimana per rendere omaggio a uno dei drammaturgi, registi e attori più importanti del nostro Paese.

«Comprendo che le amministrazioni abbiano esigenze di ben altro tipo, ci mancherebbe - evidenzia -. Non cerco uno scontro, non rientra nei miei valori né in quelli della Fondazione usare un anniversario per accendere una battaglia. Ma sento l’urgenza, proprio in ragione del ruolo che ricopro e del nome che porto, di dire con chiarezza che questo non basta. Che Milano, come istituzione, doveva e poteva fare di più. Questa possibilità è una parentesi che dura un anno, a volerlo ci sarebbe ancora tempo». Secondo la nipote di Fo dovrebbe essere ben altro l’omaggio della città ai due intellettuali. Non solo. La nipote ha voluto rimarcare come, di tutte queste iniziative in programmadi cui ha parlato l’assessore Sacchi, la Fondazione Fo Rame «non è informata, né tanto meno coinvolta e già questo ci sembra rilevante».

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Gli eredi si sono comunque detti contenti di aver suscitato «interesse e quindi aspettiamo di essere coinvolti come Fondazione, che è l’istituzione che rappresenta l’eredità di Dario e Franca e che coinvolge direttamente anche la famiglia», ha aggiunto Mattea Fo, rispondendo all’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi che ha parlato di «tante iniziative per il centenario» oltre alla targa commemorativa che sarà affissa dal Comune di Milano sull'abitazione di Dario Fo. Per quanto riguarda invece l’iniziativa del 30 marzo al Piccolo «non ci risulta che il Comune sia coinvolto direttamente nell’organizzazione dell'evento. In ogni caso ci vedremo sabato alla cerimonia di svelamento della Targa», ha sottolineato Mattea Fo facendo riferimento alla serata dedicata a Dario Fo al Piccolo Teatro di Milano. Di visione diversa l’assessore Tommaso Sacchi: «Io sono disponibile ad incontrare la famiglia Fo, a dialogare con loro, a ripercorrere le iniziative simboliche, legate ai luoghi di spettacolo, e ai luoghi della nostra Milano. Non so perché sia nata la volontà di scrivere questa lettera che ho letto e rispetto; davanti a una figura così importante e ai suoi familiari ci mettiamo a disposizione».

Al centro della polemica anche la Palazzina Liberty situata all’interno del parco Formentano, in largo Marinai d’Italia. Una delle iniziative più importanti di Milano per rendere omaggio al premio nobel sarà infatti la riapertura, entro fine anno dello storico edificio che versa di diverso tempo in stato d’abbandono. «Ho lavorato come ho potuto e al massimo perché si garantisse entro la fine di quest’anno, compatibilmente con gli impegni del cantiere, la riapertura – ha spiegato Sacchi, e credo che entro la fine di ottobre potremo riaprire la Palazzina con delle iniziative che ora non vogliamo svelare, ma che saranno pienamente dedicate al centenario di questa straordinaria figura, unica». Dario Fo, uno dei più grandi protagonisti del teatro, della letteratura e dell’impegno civile del Novecento avrebbe compiuto oggi 100 anni. «A Milano ci sono i ricordi. Non voglio incatenare l’avvio del centenario sulla polemica milanese. Il nostro obiettivo - spiega ancora Mattea Fo - è avvicinare le nuove generazioni al repertorio e far conoscere quello che hanno fatto Dario e Franca per essere da esempio».

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