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Milano, molesta una 17enne e poi ruba il telefono a un minorenne: arrestato l'africano

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mercoledì 17 giugno 2026
Milano, molesta una 17enne e poi ruba il telefono a un minorenne: arrestato l'africano

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Ancora un caso di violenza a Milano. Prima avrebbe palpeggiato una 17enne, poi - quasi due ore più tardi - avrebbe rubato il telefono a un altro minorenne. Per questo un 27enne originario della Guinea, irregolare in Italia e con precedenti, è stato arrestato ieri sera, martedì 16 giugno, nel capoluogo lombardo per furto con destrezza e indagato per violenza sessuale. 

Poco prima della mezzanotte alcuni passanti hanno allertato le forze dell'ordine, segnalando la presenza di un individuo molesto all'angolo tra viale Romagna e piazzale Susa. Sul posto è stata inviata una volante della Questura. Gli agenti hanno accertato che poco prima il 27enne della Guinea, dopo aver distratto un ragazzo italiano di 17 anni, gli aveva rubato il telefono cellulare. Lo straniero irregolare, ancora sul posto, è stato quindi bloccato dai poliziotti. Mentre l'intervento era ancora in corso, si è avvicinata una 17enne, che ha raccontato agli agenti che verso le 22, all'interno di un minimarket, il 27enne l'aveva avvicinata e palpeggiata.

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A Bologna, invece, un libero professionista di 43 anni è stato nata da una denuncia della stessa vittima, un ragazzo oggi 17enne ed è indagato per violenza sessuale aggravata su minore e produzione di materiale pedopornografico. La vicenda sarebbe andata avanti per diversi mesi, con conseguenze nella vita del minore che, oltre a perdere peso per le prescrizioni dell'uomo, avrebbe avuto un calo anche nel rendimento scolastico. Dopo il rapporto virtuale iniziato via chat ci sarebbero stati gli incontri, a casa dell'uomo, dove si sarebbero consumati gli abusi sessuali. Le cose si sono interrotte quando il ragazzo ha scoperto che il 43enne aveva filmato a sua insaputa alcuni incontri. L'inganno, e la paura che i video potessero essere divulgati, lo hanno convinto a rivolgersi alla polizia e denunciare tutto. Dai primi riscontri, l'uomo avrebbe conservato per sé il materiale pedopornografico che aveva realizzato, senza averlo finora divulgato all'esterno.

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