Emergono nuovi e inquietanti dettagli sul passato di Lamin Saidilly, il 22enne accusato del tentato omicidio di un 55enne accoltellato in via Capecelatro a Milano. Il ragazzo sarebbe già stato in carcere in Inghilterra prima di tornare in Italia, a Conegliano Veneto, dove ha lavorato per qualche mese come magazziniere in una nota azienda alimentare della zona. Successivamente Saidilly ha litigato con il padre che l'avrebbe mandato fuori di casa prima di arrivare a Milano lo scorso 23 giugno. Inquirenti e investigatori stanno infatti accertando quanto tempo è stato detenuto in Gran Bretagna e se per una rapina o per un gesto simile a quello dell'altro ieri.
Durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto che si è tenuto in carcere a San Vittore davanti al gip Luigi Iannelli, il giovane - indagato dal pm Elio Ramondini con l'ipotesi di tentato omicidio aggravato e assistito dall'avvocata Simona Brambilla - si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Milano, Matone senza pietà sul gambiano: "Prima che sia troppo tardi"
Sangue a Milano. L'azione criminale del 22enne gambiano ha suscitato lo sdegno di molti osservatori politici. Tra cu..."Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio". È la frase che il 22enne ha detto sabato alle forze dell'ordine. Frase che è un macabro riferimento alla possibilità di tentare nuovamente di uccidere, proferita nell'istante stesso in cui gli agenti delle volanti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Milano, intervenuti in via Capecelatro, lo hanno fermato in stato di agitazione, di fronte ai clienti del bar che pochi minuti prima lo avevano bloccato sventando il peggio, con una doppia forma di contenimento: ai polsi sia le manette che le fascette in velcro.




