Sabino Cassese, costituzionalista ed ex-ministro per la Funzione pubblica nel governo Ciampi, giudice della Corte Costituzionale, la risposta, sul piano del diritto, alla possibilità che un esponente dell’attuale destra italiana possa salire al Quirinale dopo Mattarella è netta e semplice: si può fare: “Da un punto di vista giuridico non ci sono ostacoli. E del resto non si fa l'analisi del sangue a un candidato alla presidenza della Repubblica. Basta che abbia 50 anni, goda dei diritti civili e politici e che sia eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati regionali”, spiega a Repubblica.
Alla domanda, che riguarda sempre l’ambizione di salire al Colle, sulla necessità di un'adesione piena alla Costituzione antifascista, Cassese replica che “non esiste un discrimine fascismo-antifascismo. Tutti i cittadini hanno eguali diritti, secondo l'articolo 3 della Costituzione”. E aggiunge che la Carta “è il precipitato di una serie di idee che sarebbe riduttivo definire soltanto antifasciste”, ricordando come, citando Piero Calamandrei, siano state “ascoltate tante voci lontane” e che perfino l'articolo 9 abbia radici nelle leggi del ministro fascista Bottai. Alla frase di Pierluigi Bersani, secondo cui presidente della Repubblica diventa solo chi “indossi i valori della Costituzione”, Cassese ribatte: “Tutto il personale politico di vertice attuale ha già giurato sulla Costituzione”. E, quando gli viene chiesto se Giorgia Meloni possa essere una candidata credibile al Colle, non ha esitazioni: “Perché no?”.
Quirinale, Occhetto zittisce la sinistra: "Un presidente di destra non è uno scandalo"
"Un presidente della Repubblica di destra non è uno scandalo”: a dirlo Achille Occhetto, ultimo segret...La motivazione è altrettanto diretta: “Per quattro anni è riuscita a governare il nostro Paese. Mi sembra un grande successo, no?”. Alla successiva osservazione sul mancato riconoscimento esplicito dell'antifascismo, il professore taglia corto con una battuta: “Se lei fosse un mio studente io la boccerei dopo una simile domanda”. Cassese si mostra invece molto più severo sullo stato della politica italiana. “Il vero problema, come ripeto da anni, è che in Italia mancano le politiche. Nessuno sa per cosa va a votare”. E boccia anche la nuova legge elettorale: “Temo che non risolverà il problema dell'astensionismo, perché i cittadini sentono che non scelgono, ma approvano scelte fatte da altri”.




