Balbetta sulle difficoltà del campo largo e in tutta risposta spara fango e insulti su Giorgia Meloni. A margine di una iniziativa dell'Istituto Don Luigi Sturzo a Roma, Giuseppe Conte glissa sul tavolo del programma del centrosinistra che potrebbe slittare a ottobre: "Ho detto che anche a fine settembre, una volta che termina il processo di Nova, saremo in condizione di portare questi risultati e di confrontarci con le altre forze politiche per esaminarli insieme".
Il presidente del Movimento 5 stelle sa benissimo che mettere su quel tavolo questioni-cardine come tasse, patrimoniale e politica estera potrebbe automaticamente far saltare il banco viste le differenze di linea pentastellati, Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra. Meglio non parlarne, dunque, e dedicarsi al dileggio del governo.
"La postura dell'Italia" al vertice Nato di Ankara "non può che essere quella di giustificarsi, di arrancare nelle spese militari, di cercare di rispondere agli impegni già sottoscritti da Giorgia Meloni, la quale ha taciuto che nel nostro Paese non si può consentire di arrivare al 5% del Pil, non si può consentire il prossimo biennio di buttare in armi 20 miliardi", tuona l'ex premier. "Ma soprattutto - rimarca Conte - c'è da parte di Meloni e di questo governo la vigliaccheria, perché lì sì che ci vuole coraggio, di non impostare un negoziato, un dialogo, di non tentare di costruire degli orizzonti di sicurezza basati sulla diplomazia, che non costa nulla rispetto a tanti soldi buttati in armi, tagliando sanità, politiche sociali, lavoro, università, scuola e istruzione che sono invece gli investimenti che servono agli italiani e servono ai nostri figli".
Nel giorno in cui un Donald Trump sempre più fuori controllo è tornato ad attaccare Meloni e Italia, ironizzando su un "ordine restrittivo" ai danni del presidente del Consiglio, Conte fa il pesce in barile: "Dobbiamo respingere al mittente le dichiarazioni di Trump, ma è certo che Giorgia Meloni lo ha assecondato in tutto e adesso ne paghiamo le conseguenze". Il leader dei 5 Stelle cita "gli impegni folli e insostenibili (sulle spese Nato, ndr) che ricadranno sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti". Dunque, aggiunto, "ecco perché tocca a noi prendere in mano questo Paese e cercare di rimettere in piedi la sanità, di garantire salari dignitosi, di offrire una speranza e un futuro migliore".




