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Milano, anziano massacrato con una mazza nel bar chiuso: orrore del branco egiziano

domenica 2 agosto 2026
Milano, anziano massacrato con una mazza nel bar chiuso: orrore del branco egiziano

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Picchiato con una mazza da baseball e sequestrato per 48 ore. Nonostante ciò trova la forza per denunciare tutto ai carabinieri, facendo arrestare i suoi aguzzini. Cinque persone, quattro egiziani di 46, 38 e 29 anni e un tunisino di 30, sono stati arrestati dai militari dell’Arma della compagnia di Corsico su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano in quanto ritenuti responsabili del reato sequestro di persona a scopo di estorsione. L’operazione, coordinata dall Direzione Distrettuale Antimafia e svoltasi tra i comuni di Baranzate (MI) e Adro (BS), ha visto anche la collaborazione dell’unità Catturandi della Polizia nazionale rumena che ha fermato il quinto complice in Romania, nel distretto di Brazov. Le indagini erano incominciate nello scorso mese di marzo quando i carabinieri erano intervenuti in un bar di Corsico. Gli avventori del locale avevano chiamato i soccorsi spiegando che era in corso una violenta aggressione ai danni di un egiziano 22enne. Il giovane era stato picchiato a sangue con una mazza da baseball per un presunto debito di denaro. Gli aggressori lo avevano poi sequestrato segregandolo nella pizzeria di uno degli indagati situata in provincia di Brescia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in cambio della liberazione dell’extracomunitario 22enne i sequestratori avevano obbligato la sua famiglia a pagare un riscatto di mille euro. Ma non solo. La vittima era stata anche costretta con la forza a firmare cambiali egiziane per un totale di 8 mila euro.

Solo dopo due giorni il giovane era stato liberato e, una volta ascoltato dagli investigatori, aveva fornito informazioni fondamentali per la ricostruzione dei fatti. Importante sottolineare però che i cinque nordafricani non sono stati gli unici protagonisti di questo reato che, per gravità e ferocia, ricorda la Milano degli anni ’70 quando a terrorizzare la città c’erano Renato Valanzasca e Francis Turatello. L'attività dei Carabinieri infatti ha successivamente permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza anche nei confronti di una romena 39enne ed di un'italiana 29enne, congiunte di due degli indagati. Le donne secondo gli inquirenti hanno fornito supporto all'estorsione non solo promuovendo la richiesta di soldi presso i familiari della vittima ma anche mettendo a disposizione un conto corrente sul quale depositare il denaro estorto.

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Da segnalare inoltre che nonostante nel corso delle indagini i Carabinieri della Compagnia di Corsico si siano avvalsi di rilievi tecnici, telefonici e dell'analisi di numerosi filmati, non è si è riusciti a comprendere se il debito millantato dai rapitori fosse reale. Il fatto però che il 22enne rapito - così come uno degli esecutori materiali del sequestro - avesse precedenti per spaccio lascia supporre che la controversia tra nordafricani sia nata nel contesto di un contrasto tra pusher, e in particolare attorno a una consegna di stupefacenti andata male. Una ipotesi investigativa quella legata al mondo dello spaccio confermata anche dal fatto che durante le indagini uno degli arrestati è stato sorpreso con 50 grammi di cocaina. Al momento gli arrestati si trovano a San Vittore, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. L’egiziano catturato in Romania si trova invece in attesa di essere consegnato alle autorità italiane. «Vista la gravità dei fatti mi aspetto delle pene esemplari, come prevedono anche le stringenti norme del Dl Sicurezza del governo Meloni», dice Riccardo De Corato, deputato di Fdi. «È l’ennesimo caso di delinquenza straniera sempre più violenta e pericolosa», rimarca vicesegretaria della Lega e europarlamentare, Silvia Sardone.

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