Mario Calabresi, giornalista e scrittore sceso in campo con la voglia di matta di esser candidato a sindaco di Milano per il centrosinistra, ha sentito il bisogno, anzi l’urgenza, di ricordare a tutti che i conti con la storia del padre Luigi, ucciso da esponenti di sinistra (Lotta Continua per la precisione), lui li ha fatti «fino in fondo». Di questo non possiamo che dargli atto. Il libro dedicato alla vicenda del padre (“Spingendo la notte più in là”) andrebbe letto nelle scuole (dal teatro è già passato).
Mario, però, dice anche un’altra cosa: «Utilizzare oggi il tema di mio padre, vicenda degli anni ’70, nella polemica politica attuale è un po’ miserabile». Legittimo pure questo. La miseria di una certa politica questo offre. Ma è altrettanto legittimo porre un tema politico: è logico prendere in voti da parte di quella sinistra che quella vicenda la usa ancora in modo strumentale? Perché c’è ancora chi lo fa, eccome se lo fa. Calabresi, presentando il suo ultimo libro (“Le voci degli altri”) ha fatto riferimento «a un gioco che viene fatto sia da qualche pezzettino di sinistra un po’ più vecchia, stantia, ideologica sia alcuni giornali della destra che dicono “ma come fa il figlio del commissario Calabresi a candidarsi con il centrosinistra”? A destra rispondo che sono passati più di 50 anni, il mondo di oggi è completamente diverso. Dall’altra parte a chi mi tira in mezzo, anche oggi in tre, dicendomi che sono “il figlio di un assassino” e non posso essere il candidato per il centrosinistra, penso che uno di questi prima o poi lo querelo».
Le prediche di Mario Calabresi prima di candidarsi
E sempre sia lodato (anzi, lodati). Perché se vuoi percorrere la strada che porta alla beatificazione laica, quel...Dunque chi è che strumentalizza? Chi è che mesta nel torbido, distorcendo la storia a proprio uso e consumo? Una storia, quella del commissario giustiziato da esponenti di Lotta continua, non ancora relegata nei soli libri di storia. C’è una sinistra sinistra per la quale è ancora merce da usare come una clava, da gettare in faccia a chi l’ha vissuta in prima persona. Ecco, quello è il punto, non altro. Spingendo la polemica più in là siamo i primi a invocare la chiarezza, ma che sia limpida, senza zone d’ombra o macchiavellici ragionamenti sull’utilità del contingente.
Sondaggio, Calabresi davanti a Majorino a Milano: i numeri che mandano in tilt la sinistra
Mario Calabresi davanti a Pierfrancesco Majorino alle primarie di Milano: lo rivela il sondaggio Monitor Ixè-Mila...Del resto a Milano la campagna elettorale è già iniziata, pur in assenza dei candidati ufficiali di ambo gli schieramenti, ma nessuno parla della città. Nel recinto degli aspiranti candidati trovate surreali dibattiti sul mantenere o no il gemellaggio con Tel Aviv, arrivando a chiedere - come ha fatto l’esponente del Pd, Pierfrancesco Majorino, uno dei pretendenti al «trono» di Palazzo Marino - una piena adesione alle posizioni pro-Pal da parte dei candidato a sindaco. E siccome ognuno ha la propria barricata di riferimento, i calendiani di Calenda (Carlo, quello di Azione) hanno replicato all’esponente dem (lo ha fatto Francesco Ascioti, segretario milanese di Azione), proponendo il gemellaggio con Kiev.




