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Beppe Grillo, quando si sentiva più fascista che 5 Stelle

11 Maggio 2014

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Beppe Grillo, quando si sentiva più fascista che 5 Stelle

Il sito camelotdestraideale.it ha trovato un articolo di Beppe Grillo, pubblicato nel 1998 dalla rivista «Area», fondata da Storace e Alemanno. Dell’articolo, che commenta un libro dell’intellettuale di destra Giano Accame, riportiamo ampi stralci

C’è una certa destra che mi incuriosisc emolto.Tutto è cominciato quando mi telefonò quel personaggio emblematico che è il professor Giacinto Auriti: lui mi spiegava, con tono cattedratico, una quantità di cose sulla proprietà della moneta, che oggi lo Stato riceve in prestito dalla Banca e che ha smesso di esserne proprietario, citando dati, tabelle e leggi…Mentre lo stavo ad ascoltare mi dicevo «ma questo è matto»…Poi,attaccato il telefono, ho cominciato a ragionarci sopra, ho riflettuto su quello che mi aveva detto, quindi sono andato a conoscerlo e mi sono convinto che in tutto quello che dice c’è una logica, semplice e indiscutibile. (...) E da lì abbiamo cominciato ad avere un contatto, sono andato ad un convegno dove si parlava della possibilità, da parte dei Comuni, di battere moneta propria, e dove ho conosciuto anche Giano Accame e i libri di Ezra Pound.

Ho poi trovato nuove conferme in questo senso: ci cono circa duecento piccole cittadine degli Stati Uniti d’America che stampano moneta, cui si dà un valore equiparato al dollaro;poi questi soldi vengono distribuiti in base a particolari parametri che non starò a precisare, ma che comunque tengono conto delle tasse che ognuno paga. Quindi dietro al pezzo di carta c’è la persona che lavora. Sono soldi che non escono da quella cittadina e solo lì valgono come moneta corrente. Sarebbero misure utili a tutte le piccole comunità, se fosse possibile attuarle, nella prospettiva che da un momento all’altro l’economia possa disintegrarsi com’è accaduto per le «tigri asiatiche». (...)È l’economia del caos. Davanti a tutto questo, al potere immenso che la finanza ha assunto oggi, parole come «democrazia» e «libertà» sono spogliate del loro significato.

Quando parla del potere del denaro che svuota le democrazie, Accame ha perfettamente ragione: dice una cosa che dovrebbe essere chiara agli occhi di tutti, se solo si smette di fare demagogia. Per esempio quando è caduto il muro di Berlino, vi ricordate che clima c’era? La guerra fredda, la tensione, la guerra nucleare e tutte le grandi menti erano a guardare se partiva o no il missile… Poi tutto la questione è crollata per aver sottovalutato il potere della ricchezza impersonale, per aver sottovalutato un’antenna parabolica, un fax, un modem… Secondo voi l’Onu e la Nato hanno più potere della Mtv, la tv musicale? Attraverso i video trasmessi in tutto il mondo si trasmettono mode, si fa una pianificazione culturale globale… oggi un ragazzo indiano si veste (o almeno ci prova) e ha gli stessi gusti di un ragazzo dell’Oklahoma. Non bisogna sottovalutarli come i fax o i modem di prima. Ma sappiamo davvero chi è Murdoch? E Turner? Kirk? Il presidente della Sony? Che fa la Ranxerox?

I veri centri di potere sono questi, mentre noi pensiamo ancora a Bertinotti. Da noi c’è una geriatria politica…uomini tenuti in vita da uno che gli mette lì un microfono, se no sarebbero come fantasmi… non contano più assolutamente niente. Per questo mi sono trovato assolutamente in sintonia col libro di Accame. Così dovrebbe essere la vera sinistra, invece questi discorsi li fa la destra… Siamo in una fase di cambiamento in cui il Parlamento non ha più senso, votano meno della metà degli aventi diritto...un parlamentare non è l’espressione più di nessuno. Ormai sono quei grandi gruppi di potere che, con il fatturato di una sola delle loro aziende, fanno la politica che vogliono in qualsiasi parte del mondo. Anche l’acqua che bevo non è mica più sotto la responsabilità del mio rappresentante al Parlamento, che combatte per la purezza di quello che bevo e quello che mangio, ma è proprietà di amministratori delegati di grandi aziende. Il grado di potabilità non lo determina più la Usl ma un organismo di cui non sospetto neanche l’esistenza.

Ed è tutto così. La politica dovrebbe servire a governare, ad arginare, a proteggere ma così non è più. E invece non si può vivere senza una politica intesa come servizio, come sacrificio, altrimenti non ci sarà più protezione per nessuno. Per capirci, bisognerebbe poter decretare la pena di morte per le aziende che procurano danni. Pochi giorni fa hanno trasmesso in televisione Trainspotting, quel film su droga e violenza, beh… tempo fa in Germania hanno fatto una manifestazione contro la trasmissione di film di questo genere in tv: hanno fatto un dibattito televisivo a cui ha partecipato il ministro della Famiglia. A un certo punto il ministro (era una signora di cui non ricordo il nome), che fino a quel punto non aveva fiatato, ha mostrato un detersivo e una bottiglia di birra dicendo: «Queste due aziende finanziano i film di violenza che guardano i nostri ragazzi, quindi per cortesia comprate altri prodotti», ha salutato ed è andata via. Un ministro!Proteste, minacce, casino… Dopo quindici giorni i film di violenza sono scomparsi da quell’emittente. Forse è questo l’unico tipo di politica che potrebbe salvarci.

di Beppe Grillo

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Commenti all'articolo

  • profpietromelis

    12 Maggio 2014 - 01:01

    Ha ragione Grillo. E' paradossale che la sinistra vera oggi sia a destra, cioè in una destra sociale in cui la politica comanda sull'economia, mentre la falsa sinistra è serva del liberismo del capitalismo della finanza predatrice della Terra. Dunque è sbagliato i titolo che vuol far passare Grillo per fascista solo perché condanna il capitalismo. Grillo è stato sempre di una vera sinistra

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  • KARLOS-VE

    11 Maggio 2014 - 09:09

    Come fate a scrivere certi titoli? Il contenuto dell'articolo non ha nulla a che vedere con i titoli, siete scorretti, disonesti, faziosi, servi e lecchini, il giornalismo è un'altra cosa.

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