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Diciotti, Bruno Vespa contro i giudici che vogliono Matteo Salvini alla sbarra: "Una forzatura"

Davide Locano
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Il caso della settimana è la richiesta del tribunale dei ministri di Catania: processare Matteo Salvini per sequestro di persona nell'ambito del caso Diciotti. Il ministro dell'Interno è intenzionato a rinunciare all'autorizzazione a procedere e i grillini potrebbero spedirlo alla sbarra. Sulla vicenda, nel suo editoriale del sabato su Il Giorno, si esprime Bruno Vespa, il quale parla di "effetto boomerang". Un boomerang che potrebbe andare a colpire il M5s, così come spiegato da molti. Spiega infatti vespa: "Se Salvini lo facesse (rinunciare all'immunità parlamentare, ndr), vivrebbe da martire le ultime settimane della campagna elettorale per le Europee e il suo bacino di voti fatalmente ne trarrebbe beneficio". Leggi anche: Lite Salvini-Conte, il retroscena di Vespa Vespa, ovviamente, ricorda come "se Salvini dovesse invece chiedere l'immunità e dovessero mancargli in tutto o in gran parte i voti del M5s sarebbe difficile scongiurare una crisi di governo". Ma non è tutto, perché il conduttore di Porta a Porta, in un breve ma significativo passaggio del suo commento, mette nel mirino i giudici: "Il sequestro di persona è un reato gravissimo, di cui invano la Procura di Catania ha chiesto il proscioglimento del ministro. Il codice lo punisce con una pena da tre a quindici anni se l'imputato è pubblicato ufficiale e la vittima è un minore. Può configurarsi una fattispecie del genere nel rifiutare lo sbarco di immigrati in attesa che si esaurisca una trattativa internazionale sulla loro sorte? L'ipotesi - rimarca Vespa - ci appare molto forzata". Insomma, anche mister Porta a Porta, in modo netto, esprime ciò che pensa su una richiesta di rinvio a giudizio molto pelosa (e soprattutto molto politica).

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