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Chef Rubio, Camillo Langone: "Attacca Salvini ma non ha nemmeno un lurido chiosco"

Caterina Spinelli
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"Al solo sentirlo nominare, Chef Rubio mi causa irritazione, erubescenza. Credo che se mangiassi qualcosa di suo mi verrebbe subito un'afta. Ammesso che qualcosa di suo sia possibile mangiare: a differenza di Bottura che parla e parla ma un ristorante, per quanto poco frequentabile, lo possiede, Rubio non ha un locale, nemmeno una di quelle trattoriacce per camionisti che gli piacciono tanto, manco uno di quei chioschi luridi che sono la sua passione". L'opinionista Camillo Langone ci va pesante e sul Foglio critica il cuoco televisivo noto per la dura propaganda anti-Salvini. "Sul profilo Twitter di colui che si definisce Independent Chef, FoodFighter, Director, Photographer, Writer, Tv presenter (fra romanesco e inglese il tempo per l'italiano non si trova mai). Soltanto a luglio, e il mese non è ancora finito, il ministro dell'Interno viene definito piscialletto, cagasotto, codardo, bozzo inutile, coglione oppure, forse citando il Belli o forse Bombolo, cojone, e poi maiale, pupazzo (molte volte), FelpaPig (moltissime volte)... Tutto perché Salvini sta tentando di difendere i confini nazionali, concetto che il food fighter proprio non tollera". Leggi anche: Chef Rubio: "A Salvini arrivano i proiettili in busta, ecco perché": pesantissima insinuazione Per Langone "il livello gastronomico di Chef Rubio è ignoto, mentre quello linguistico invece è chiarissimo": "Quando non insulta Salvini insulta Netanyahu, definendolo uomo di m***a spalleggiato da tanti altri maiali. Anche Israele ha la colpa di difendere i propri confini (più efficacemente dell'Italia, in verità) e dunque agli occhi del cuoco che non cucina ma combatte è un non stato assassino, mostro sionista che da più di cento anni taglieggia il mondo".

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