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Gianfranco Pasquino demolisce i M5s: "Chi se ne va dovrebbe farsi una domanda". Grillo e Di Maio azzerati

Caterina Spinelli
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L'espulsione di Gianluigi Paragone, troppo dissidente per il Movimento, fa sorgere un dubbio al politologo Gianfranco Pasquino: "A ogni parlamentare che lascia il Movimento 5 Stelle mi viene da chiedere: 'che il problema sia il modo con il quale sono stati reclutati/e?' - cinguetta sul suo profilo Twitter -. A insaputa di Grillo, Casaleggio e Di Maio, la politica ha delle regole. Qualcuno riesce persino a impararle e applicarle". Leggi anche:  Gianfranco Paquino smaschera le sardine: "Chi c'è davvero lì dentro". Quello che non torna sugli anti-Salvini Una battuta ironica che nasconde una frecciatina a quei grillini senza regole. Se infatti tutti i partiti hanno da sempre reclutato esponenti con qualche esperienza sul campo, lo stesso non si può dire dei pentastellati noti per aver fatto qualsiasi mestiere tranne che la politica. Lo stesso Luigi Di Maio, loro capo, ha un passato da bibitaro degli stadi.  a ogni parlamentare che lascia il Movimento 5 Stelle mi viene da chiedere: "che il problema sia il modo con il quale sono stati reclutati/e?" A insaputa di Grillo, Casaleggio e Di Maio, la politica ha delle regole. Qualcuno riesce persino a impararle e applicarle. #MinimaPolitica— Gianfranco Pasquino (@GP_ArieteRosso) January 2, 2020

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