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Alessandro Sallusti contro Luigi Di Maio e Giuseppe Conte: "Il primo è poca cosa, il secondo anche peggio"

di Caterina Spinellidomenica 12 gennaio 2020
Alessandro Sallusti contro Luigi Di Maio e Giuseppe Conte: "Il primo è poca cosa, il secondo anche peggio"

1' di lettura

Luigi Di Maio fatto fuori dai Cinque Stelle? Era ora. Per Alessandro Sallusti non bisogna stupirsi di questo, ma del fatto che "sia ancora lì dopo i disastri che ha combinato". Nell'ordine - elenca una a una il direttore del Giornale - ha tradito i suoi elettori (sì Tav e sì Tap); "in un anno e mezzo ha perso più della metà dei consensi elettorali; da ministro dello Sviluppo ha innescato il casino dell'Ilva e non ha risolto quello di Alitalia". Per Sallusti l'impresa di Gigino di cambiare il mondo non è riuscita: "Qualcuno glielo deve pur dire: Di Maio, lei non conta più nulla, sia nel partito che nel governo. Ecco - e qui la stoccata - Di Maio è 'poca cosa', ma peggio di lui ha fatto il premier per caso Giuseppe Conte, uno che ha tramato per farlo fuori ed è ora a un passo dal riuscirci". Leggi anche: Sallusti, Udo Gumpel lo attacca: "Sovranismo della destra estrema camuffato da patriottismo" Insomma, se il premier riuscisse in questo capolavoro "sarebbe l'unico successo della sua presidenza, perché sul resto i suoi due governi sono un colabrodo". Questo non basta però a farli demorde, a colpi di "salvo intese" tirano diritti contro ogni logica. "Conte - conclude - pare aver fatta sua una famosa massima di Andreotti, che a chi gli rinfacciava l'immobilismo di uno dei suoi tanti governi rispose: 'Meglio tirare a campare che tirare le cuoia'. Sì, meglio per lui ma non per noi".