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Luigi Di Maio abbronzato in Libia, la "frase rubata" al colloquio diplomatico: "Mi sembra Berlusconi, sarà che..."

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A copiare Silvio Berlusconi, si rischia il contrappasso. Luigi Di Maio, ministro degli Esteri grillino, vola in Libia per incontrare il premier Serraj e rilancia il progetto di una grande autostrada, uno dei cavalli di battaglia che Silvio Berlusconi usò nel 2008 con il Rais Gheddafi per pacificare i rapporti tra i due dirimpettai del Mediterraneo (prima che la situazione precipitasse un paio di anni dopo, con la primavera araba, la deposizione violenta del Colonnello, le bombe sul Paese e la guerra civile mai finita da allora).

 

 

Quasi una beffa per chi, come Di Maio, ha fatto del denigrare il Cav e negare ogni aspetto positivo dalla sua esperienza di governo il motivo della sua stessa carriera. E questo, peraltro, nella settimana in cui la sua abbronzatura "africana" al termine delle vacanze sarde con la fidanzata Virginia Saba ha destato risate e pure un mezzo caso diplomatico con il New York Times. E Osho, mirabilmente, riassume il cortocircuito del ministro in una foto satirica in prima pagina sul Tempo. Di Maio è a Tripoli, seduto davanti a Serraj. E il premier libico, tra sé e sé, riflette: "Me sembra de sta a sentì Berlusconi... Sarà er colorito". Già...

 

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