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Silvio Berlusconi, Massimo Clementi: "Il tampone ha evidenziato una carica virale alta"

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Su Silvio Berlusconi ricoverato al San Raffaele per coronavirus le informazioni non sono molte. Ieri, sabato 6 settembre, lo scarno bollettino di Alberto Zangrillo: "Condizioni cliniche stabili" e "cauto ma ragionevole ottimismo". Ma a sbottonarsi un poco di più, interpellato dal Corriere della Sera, è Massimo Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia proprio dell'ospedale San Raffaele di Milano. Come sta davvero Berlusconi? "Non sono un clinico, ma so che l'onorevole Berlusconi non è sottoposto a ossigenoterapia e non lo è mai stato. Ora sta seguendo una terapia con antivirali", spiega. Poi aggiunge che è in cura con "il Remdesivir, l'unico farmaco anti-virale finora autorizzato dagli enti regolatori per la cura di infezioni da virus Sars-Cov-2". 

 

Il Remdesivir è efficace solo nelle prime fasi della malattia e Clementi lo conferma, aggiungendo: "La scelta di questo trattamento testimonia che l'infezione è limitata a una replicazione virale. In altre parole, Berlusconi non è andato incontro alla famosa tempesta citochinica. Sta solo combattendo contro il virus e dal punto di vista respiratorio le cose stanno andando bene". Ma c'è un elemento che non può essere sottovalutato, un elemento che ancora non era stato rezo noto: "Dopo tanti esami negativi, l'ultimo, la settimana scorsa, si è rivelato positivo e con una carica virale alta. E questo è stato un elemento che ne ha suggerito il ricovero e l' uso di antivirali". Insomma, il tampone ha rivelato una carica virale alta. E un ricovero, per quanto precauzionale, è risultato doveroso.

 

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